Potatura kiwi: periodo e come fare
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Come e quando potare il Kiwi (Actinidia Chinensis)?

Come gestire al meglio la potatura del kiwi: consigli pratici, tecniche collaudate ed errori da evitare per avere una pianta sana e frutti abbondanti

Ultimo aggiornamento 22-09-2025
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Susanna Rigutti

Esperta in Agricoltura e Giardinaggio

Autrice di diversi libri e fondatrice del Mondodisusanna, si occupa di divulgazione e sensibilizzazione su tematiche naturalistiche.
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Il kiwi è un frutto goloso e apprezzato, originario dell’Asia orientale e introdotto in Nuova Zelanda all’inizio del Novecento, dove è stato selezionato e commercializzato con il nome di “kiwi” in onore dell’uccello simbolo del Paese. Da lì la sua diffusione è stata rapidissima, fino a raggiungere Australia, Stati Uniti ed Europa. Oggi il kiwi è coltivato in moltissime aree del mondo e l’Italia è diventata uno dei principali produttori internazionali: le coltivazioni sono concentrate non solo nell’Agro Pontino, ma anche in Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna e Calabria. Questa pianta rampicante offre frutti succosi e ricchi di vitamina C, disponibili in diverse varietà: il kiwi verde tradizionale, il kiwi giallo più dolce e il più recente kiwi rosso.

 

Per ottenere raccolti abbondanti e di qualità, non basta un terreno fertile o un’irrigazione regolare: è fondamentale eseguire la potatura del kiwi con tecnica e costanza. La potatura, infatti, influenza la produttività, la salute della pianta e la pezzatura dei frutti.

 

Ma quando si pota il kiwi? Ogni quanto bisogna tagliare i rami? E davvero la luna influisce su questa operazione? Qui troverai risposte pratiche, curiosità e consigli da applicare anche in piccoli giardini o frutteti familiari.

Potatura kiwi: periodo migliore

La potatura del kiwi si effettua principalmente in due fasi:

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  • Potatura invernale (febbraio-marzo): si interviene sul secco, cioè quando la pianta è in riposo vegetativo e non ha foglie. È il momento più importante, perché permette di eliminare i rami che hanno già fruttificato, quelli danneggiati da freddo o malattie e quelli troppo vecchi. Questa potatura alleggerisce la pianta e la prepara alla fioritura.
  • Potatura estiva (giugno-luglio): detta anche potatura verde, serve a contenere la crescita molto vigorosa della pianta, eliminare germogli eccessivi e migliorare la penetrazione della luce nei grappoli di frutti. È utile anche per ridurre il rischio di malattie fungine causate dall’umidità.

Il kiwi è una pianta dioica, cioè esistono piante maschili e piante femminili. Le prime forniscono il polline, le seconde i frutti. Per questo motivo la gestione della potatura differisce leggermente: le piante femminili vanno curate con attenzione in inverno per rinnovare i rami produttivi, mentre nelle piante maschili si mantiene una chioma equilibrata senza esagerare con i tagli, così da garantire una fioritura abbondante utile all’impollinazione.

Luna calante o luna crescente?

La tradizione contadina associa la potatura del kiwi (e di molte altre piante) alla luna calante, ritenendo che in questa fase la linfa circoli meno e i tagli cicatrizzino più rapidamente. Tuttavia, la scienza non ha confermato in modo definitivo questa influenza. La scelta del momento giusto deve quindi basarsi soprattutto su fattori reali: clima, assenza di gelate, stato di salute della pianta e disponibilità di tempo per eseguire i lavori con calma. Nulla vieta, comunque, di seguire anche le tradizioni popolari se lo si desidera.

I metodi migliori per potare un kiwi

Il kiwi è una pianta rampicante che produce rami molto lunghi e flessibili, capaci di intrecciarsi tra loro. Per questo motivo è fondamentale intervenire con regolarità. Alcuni principi base:

  • Tagliare i polloni che nascono alla base e che sottraggono energia.
  • Eliminare i succhioni, cioè i germogli verticali molto vigorosi che non produrranno frutti.
  • Accorciare o rimuovere i rami che hanno già fruttificato, perché la produzione avviene soprattutto sui rami dell’anno precedente.
  • Mantenere una distanza di circa 30-40 cm tra i tralci, così da favorire la penetrazione della luce e l’arieggiamento.
  • Legare i rami produttivi ai sostegni per evitare che si spezzino sotto il peso dei frutti.

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La potatura deve essere eseguita con forbici e cesoie affilate, sempre disinfettate per ridurre il rischio di trasmissione di malattie. Nei tagli di grosso diametro è consigliabile applicare mastice cicatrizzante.

Potatura del kiwi a pergola e altre forme di allevamento

Essendo un rampicante, il kiwi deve essere allevato su strutture di sostegno robuste. I sistemi più diffusi sono:

  • Pergola semplice: due file di pali con fili tesi che sostengono i tralci. È il metodo più comune nei giardini.
  • Doppia pergola o tendone: usata nelle coltivazioni professionali, consente una maggiore densità di piante e una produzione elevata. I tralci vengono fatti crescere orizzontali, con buona esposizione solare.
  • Guyot modificato: simile a quello utilizzato nella vite, prevede un cordone permanente con rinnovo annuale dei tralci produttivi.

Nella potatura del kiwi allevato a pergola, occorre rimuovere ogni anno i rami più vecchi e poco produttivi, riportandoli a una gemma dormiente vicina al cordone permanente, in modo da stimolare la crescita di nuovi germogli fruttiferi.

Collegamento tra potatura, concimazione e irrigazione

La potatura del kiwi non è un’operazione isolata: va sempre abbinata a una corretta concimazione e a un’adeguata irrigazione. Dopo la potatura invernale, la pianta ha bisogno di nutrienti (azoto, fosforo, potassio) per rigenerare i tessuti e sostenere la fioritura. La potatura verde, invece, deve essere seguita da irrigazioni regolari, specialmente in climi caldi, per evitare stress idrici che potrebbero compromettere la qualità dei frutti.

Errori da evitare nella potatura del kiwi

Gli errori più frequenti sono:

  • Eseguire tagli troppo drastici nello stesso anno, indebolendo la pianta.
  • Trascurare la potatura per più stagioni, con conseguente formazione di grovigli ingestibili e frutti piccoli.
  • Non disinfettare gli strumenti, aumentando il rischio di trasmettere malattie fungine come la PSA (cancro batterico dell’actinidia).
  • Lasciare i rami troppo vicini e ombreggianti, che riducono la qualità e la dolcezza dei frutti.
  • Tagliare a metà i piccoli rami secondari (brandilli) invece di eliminarli correttamente dalla base.

Conclusioni

La potatura del kiwi è un’operazione che richiede attenzione, metodo e conoscenza della pianta. Non basta tagliare “a caso”: occorre distinguere tra maschio e femmina, scegliere il momento giusto, eliminare solo i rami necessari e rispettare la forma di allevamento. Con potature regolari, abbinate a concimazione e irrigazione adeguate, si ottengono piante sane, longeve e frutti di eccellente qualità. In caso di dubbi o se si gestisce un frutteto esteso, rivolgersi a un agronomo o a un giardiniere specializzato è la scelta migliore per evitare errori e massimizzare la produzione.

Domande frequenti:

  • Quando diradare i kiwi?

    Il diradamento dei kiwi si effettua in due momenti: durante la potatura invernale, distanziando i tralci produttivi di circa 30–40 cm e legandoli ai fili di sostegno; e in estate, quando si eliminano i germogli e i frutticini in eccesso, così da migliorare la qualità e la pezzatura dei frutti rimasti.

  • Come fare un pergolato per i kiwi?

    Per realizzare una pergola adatta ai kiwi occorre predisporre pali robusti (in legno trattato, cemento o metallo), alti circa 2–2,5 m e ben ancorati al terreno. I pali vanno disposti a file parallele, distanziati 4–5 m l’uno dall’altro, collegati da fili di ferro zincato tesi orizzontalmente. Su questi fili si legano i tralci principali, formando una copertura aerea che sosterrà il peso dei rami e dei frutti.

  • Come far maturare i kiwi appena raccolti?

    I kiwi sono frutti climaterici e maturano anche dopo la raccolta. Per accelerare la maturazione basta metterli in un sacchetto di carta insieme a una mela o una banana: in questo modo, in 2–5 giorni diventeranno morbidi e pronti da consumare. Senza altri frutti maturi vicino, i kiwi impiegano molto più tempo a maturare (anche settimane).

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