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Come e quando potare il Kiwi (Actinidia Chinensis)?

Come gestire al meglio la potatura del kiwi? Ecco qualche segreto e tecnica da utilizzare per occuparsi di questo albero da frutto. Scopri di più di seguito

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La potatura del kiwi va eseguita nel modo corretto al fine di ottenere i classici frutti verdi e succosi. Il kiwi è un termine che rimanda alla frutta golosa ed esotica e infatti le prime coltivazioni si trovavano soprattutto in Australia, Asia e Nuova Zelanda. Ma attualmente anche l’Italia è diventata un grande produttore di kiwi (è tra gli 8 paesi in cima alla classifica) e vanta numerosissime coltivazioni.

Come e quando si pota la pianta di kiwi? Ogni quanto tempo i rami vanno tagliati? Ecco qualche suggerimento per occuparvi nel modo migliore di questa operazione, che va distinta quando si tratta kiwi appena trapiantati. Occorre anche sapere che i kiwi sono piante dioiche: i fiori maschili e i fiori femminili crescono su piante diverse.

Come e quando potare un kiwi

ll momento adatto per sfrondare i kiwi è febbraio, alla fine dell’inverno e prima dell’arrivo della primavera. È il periodo migliore per prendere in mano le cesoie, perché si può intervenire tempestivamente sui rami che hanno già regalato frutti (e vanno eliminati) oppure quelli che sono stati danneggiati dalle gelate e dalle perturbazioni invernali.

Lo scopo è quello di alleggerire la pianta, stimolarla a produrre frutti più grandi e di qualità e prepararla nel modo migliore alla fioritura. C’è chi sostiene che i kiwi vivano in parallelo con le viti e che siano da potare nello stesso periodo: è vero ma non del tutto, perché tecnicamente il ciclo di vita di un ramo di kiwi è leggermente più lungo (può sopportare maggiormente il peso delle gemme).

Una seconda potatura può essere fatta nel mese di maggio: le gemme saranno proliferate tantissimo dalla prima potatura di febbraio e per questo la tarda primavera è il momento migliore per eliminare tutto ciò che c’è in eccesso per concentrare la pianta di kiwi verso una crescita mirata, produttiva e fruttifera.

Le potature delle piante maschili e femminili si differenziano anche in base al periodo giusto per sfrondare i rami: sarebbe preferibile potare le piante maschio in primavera inoltrata, dopo la fioritura, mentre quelle femmina alla fine dell’inverno, prima dell’attività di fioritura. Infine, la tradizione vorrebbe che le operazioni di potatura venissero effettuate in fase di luna calante

I metodi migliori per potare un kiwi

La coltivazione di kiwi non può prescindere da un’attività corretta di forbici e cesoie. Come per tutte le piante da frutto, la prima cosa da fare è eliminare tutto ciò che è in eccesso. Ad esempio, è opportuno tagliare i polloni che non porteranno frutti, i succhioni (le gemme latenti) e tutte le parti che appaiono danneggiate, morte e sofferenti. Questa fase impone l’eliminazione dei rami che hanno portato i frutti nella stagione precedente.

È fondamentale anche cercare di mantenere una distanza accettabile (almeno 30 centimetri, per permettere il filtrare della luce solare) tra un ramo e l’altro. Se il kiwi è una pianta relativamente “tranquilla” e facile da potare, è altrettanto vero che tende a creare grovigli con i suoi stessi rami. Bisogna districare i rami uno a uno, facendo magari uso di guanti e strumenti appositi.

Errori nella potatura dei kiwi

In realtà c’è un solo errore che va evitato nella potatura del kiwi: i tagli a metà dei brandilli (piccoli rami secondari) o dei succhioni. Questi rami vanno eliminati con decisione dalla base.

Per sapere di più a riguardo e per affidarvi ad un esperto, potete richiedere un preventivo gratuito su PG casa.

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