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Rifasamento: quando è necessario e costi

Cosa si intende per rifasamento di un impianto elettrico e quando è necessario rivolgersi a un’azienda specializzata per effettuarlo. Ecco caratteristiche e costi

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Il rifasamento elettrico è risultato necessario negli ultimi anni sia in ambienti domestici che lavorativi, così da rispettare le nuove normative vigenti. Un processo che mira ad aggiornare i sistemi, abbassare i costi delle bollette ed evitare i dispendiosi sprechi elettrici.

Cos’è il rifasamento

Si parla di rifasamento quando si opera un procedimento che ha come scopo una modifica, generalmente un incremento, del fattore di potenza di un sistema. Si ottiene in questo modo una riduzione considerevole del valore della corrente che viene messa in circolo all’interno dell’impianto. Così facendo si ottiene un generale abbassamento dei costi con conseguenti minori sprechi all’interno dell’impianto.

Da alcuni anni gli enti di distribuzione elettrica hanno posto nei loro contratti l’obbligo di rifasamento, così da rispettare le nuove normative in vigore. Il disegno di legge cita tutti gli impianti di basso voltaggio, o che in generale non superano i 15 Kw. Alcune clausole consentono di distinguere gli impianti che necessitano l’attuazione di tale procedimento.

Il tutto avviene attraverso il calcolo del fattore di potenza mensile. Si dovrà infatti procedere al rifasamento qualora il fattore di potenza medio mensile non arrivi a 0,7. Il procedimento può essere evitato se i valori risultano compresi tra 0,7 e 0,9. In questo caso però ci si ritrova a dover pagare una penale per l’energia reattiva. Differente invece il discorso quando i valori superano quota 0,9, il che non comporta alcun obbligo di sorta.

Rifasamento di un impianto elettrico: i prezzi

È impossibile comprendere come effettuare il rifasamento di un impianto elettrico senza capire cosa sia un condensatore. Questo è solitamente realizzato avvolgendo due film, posti uno di fianco all’altro. Si andrà così a formare un cilindro alquanto compatto. Quest’ultimo dovrà essere lasciato a essiccare, essendo questo un modo sicuro per evitare il presentarsi di bolle d’aria. Ciò rappresenta infatti un serio rischio di scarica elettrica.

Due alette meccaniche partono dal cilindro, per poi connettersi ai terminali. Si procede al collegamento in serie o in parallelo con altri cilindri ed elementi dell’impianto, così da creare una vera e propria batteria di condensatori. Questi possono essere di vario tipo, a seconda del tipo di rifasamento di cui si ha bisogno. Basti pensare ai condensatori a bassa e media pressione, che generalmente vengono sfruttati per il rifasamento degli impianti in cabina.

Per effettuare interventi di questo genere è necessario rivolgersi a una ditta specializzata: richiedi subito un preventivo gratuito su PagineGialle ai migliori elettricisti.

Soltanto in questo modo infatti si potranno evitare danni che potrebbero portare a un dovuto rifacimento dell’impianto elettrico con relativi costi, che comporterebbero soltanto un aumento del tetto di spesa. Il costo per un intervento di rifasamento può variare a seconda di molti fattori.

Volendo offrire una panoramica generale su tale ambito però si potrà indicare un ventaglio di prezzi da un minimo di 8 euro a un massimo di 20 euro per un condensatore rotante. Nel caso di un condensatore statico invece la spesa andrà da un minimo di 15 euro a un massimo di 30 euro. A meno che non si sia degli esperti in materia, il fai da te è altamente sconsigliato. Si dovrà dunque calcolare le spese per la manodopera operaia, con un costo orario dai 18 euro ai 40 euro.

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