Casa calda d'estate e fredda d'inverno? Potrebbe dipendere dagli infissi
La tua casa non si raffresca mai abbastanza? Gli infissi vecchi disperdono calore e fanno salire la bolletta. Scopri come intervenire con i bonus 2026.
Alessia Mancini
Content manager e blogger
- Infissi o impianto: come capire da dove arriva davvero il problema
- Cosa cambia davvero con i serramenti ad alta efficienza
- Costi e bonus per sostituire gli infissi nel 2026
Se d’estate le stanze si surriscaldano nonostante il climatizzatore acceso, e d’inverno avverti aria fredda anche con il riscaldamento al massimo, il problema potrebbe non essere l’impianto. Spesso la causa è molto più semplice: gli infissi non isolano abbastanza. Finestre e porte-finestre datate, con vetri singoli o profili privi di taglio termico, disperdono calore in inverno e lo lasciano entrare in estate, trasformandosi in ponti termici invisibili ma costosi. Sostituirli con serramenti ad alta efficienza può ridurre i consumi energetici fino al 25-30%, con vantaggi diretti sulla bolletta e sul comfort quotidiano.
Infissi o impianto: come capire da dove arriva davvero il problema

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La presenza di correnti d’aria percepibili vicino alle finestre, anche a vetri chiusi, è il segnale più diretto di un serramento che non tiene. Un altro indizio frequente è la formazione di condensa sul lato interno del vetro durante i mesi freddi: significa che la superficie è troppo fredda rispetto all’aria interna, e che il calore sta fuggendo verso l’esterno invece di restare in casa. D’estate, invece, il campanello d’allarme è la sensazione di calore irradiato dalle finestre esposte a sud, che scalda la stanza anche con le tende abbassate.
Un primo test fai-da-te consiste nell’avvicinare una candela accesa al perimetro del telaio: se la fiamma oscilla, l’aria filtra. Per una valutazione più precisa, un tecnico abilitato può eseguire una termografia con telecamera a infrarossi, che rende visibili i punti esatti di dispersione dell’involucro. Questa analisi è spesso inclusa nella diagnosi energetica necessaria per accedere alle agevolazioni fiscali ed è il punto di partenza più utile prima di decidere se e come intervenire.
Cosa cambia davvero con i serramenti ad alta efficienza
Passare da un vecchio infisso in alluminio con vetro singolo a un serramento moderno con doppio o triplo vetro e profilo a taglio termico porta effetti immediati e misurabili. D’estate la radiazione solare viene filtrata meglio, riducendo il guadagno termico e alleggerendo il lavoro del climatizzatore. D’inverno le superfici vetrate restano più calde, eliminando quella sensazione di freddo radiante che si percepisce anche con il termostato impostato in alto, e la dispersione verso l’esterno si riduce in modo significativo.
I parametri tecnici da conoscere sono due. Il valore Uw misura la trasmittanza termica dell’intero serramento: più è basso, meglio isola. Il fattore solare g indica invece quanta radiazione solare il vetro lascia passare: valori bassi aiutano a tenere fresco d’estate, valori più alti possono essere vantaggiosi in climi freddi dove il guadagno solare in inverno è desiderabile. Per gli interventi che accedono ai bonus fiscali, la normativa fissa dei limiti di trasmittanza differenziati per zona climatica: in zona E, che include Roma e gran parte del Centro-Nord, il limite per i serramenti è 2,0 W/m²K. Gli infissi di nuova generazione si collocano ampiamente al di sotto di questa soglia.
Quanto al materiale del profilo, PVC, legno e alluminio a taglio termico offrono prestazioni comparabili se abbinati alla giusta vetrocamera. La scelta dipende più dall’estetica, dalla manutenzione accettabile e dal budget che dalle performance termiche in senso stretto.
Costi e bonus per sostituire gli infissi nel 2026

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Il costo di sostituzione degli infissi varia in base alle dimensioni delle aperture, al materiale del profilo e al tipo di vetrocamera. Per una finestra standard si parte generalmente da 600-800 euro posa inclusa, ma per un’abitazione con sei o sette aperture si raggiungono facilmente 8.000-15.000 euro complessivi.
Nel 2026 l’agevolazione più solida per questo tipo di intervento è il Bonus Casa, che garantisce una detrazione IRPEF del 50% ripartita in 10 quote annuali, ai sensi dell’art. 16-bis del TUIR. La sostituzione degli infissi rientra tra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio ammessi, purché vengano rispettati i requisiti tecnici previsti e i lavori vengano eseguiti da imprese abilitate con pagamento tracciabile.
L’Ecobonus, che in passato copriva al 65% gli interventi specifici di riqualificazione energetica tra cui anche la sostituzione dei serramenti, è soggetto a variazioni normative che è opportuno verificare con un tecnico o un consulente fiscale prima di avviare i lavori. Le percentuali e le condizioni di accesso possono essere cambiate rispetto a quanto pubblicato in fonti non aggiornate.
Per approfondire: Come installare gli infissi in PVC? Prezzi, colori, bonus, pro e contro
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Domande frequenti:
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Quanto costa cambiare gli infissi di una casa?
Il costo varia in base al numero di aperture, al materiale del profilo e al tipo di vetrocamera. Per una singola finestra standard si parte da circa 600-800 euro posa inclusa. Per un'abitazione con sei o sette finestre si arriva facilmente a 8.000-15.000 euro complessivi. Richiedere più preventivi è essenziale perché i prezzi variano molto tra un serramentista e l'altro, anche nella stessa zona.
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La sostituzione degli infissi rientra nel Bonus Casa 2026?
Sì. La sostituzione degli infissi è un intervento ammesso alla detrazione IRPEF del 50% prevista dal Bonus Casa ai sensi dell'art. 16-bis del TUIR, con rimborso in 10 quote annuali. Per accedere all'agevolazione i lavori devono essere eseguiti da imprese abilitate e il pagamento deve essere tracciabile tramite bonifico parlante.
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Conviene di più il PVC o l'alluminio a taglio termico?
Dipende dalle priorità. Il PVC costa in genere meno, garantisce buon isolamento termico e non richiede manutenzione. L'alluminio a taglio termico è più resistente, adatto a grandi aperture e ha un aspetto più sottile e moderno. Entrambi offrono prestazioni elevate se abbinati a una vetrocamera di qualità: la scelta definitiva va fatta caso per caso, valutando anche le caratteristiche architettoniche dell'edificio.
