Amianto: guida INAIL su controlli e responsabilità
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Amianto negli edifici: la guida INAIL chiarisce chi deve fare i controlli

Hai amianto in casa o nel condominio? La guida INAIL spiega chi deve fare i controlli, ogni quanto e cosa cambia prima dei lavori.

20-10-2026
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Alessia Mancini

Content manager e blogger

Content manager e blogger, narratrice digitale appassionata di condividere idee e storie che ispirano e informano. Specializzata in interior design e tendenze del settore arredo, è affascinata da tutto ciò che riguarda il mondo della casa.
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  • La responsabilità dei controlli sull'amianto è del proprietario dell'immobile o di chi gestisce l'attività svolta, che deve nominare un responsabile del rischio amianto.
  • L'ispezione è obbligatoria ogni anno per i materiali friabili ed è buona pratica anche per quelli compatti, con rapporto fotografico alla ASL.
  • Il d.lgs. 213/2025 impone verifiche sulla presenza di amianto prima di ristrutturazioni, manutenzioni e demolizioni.

Chi deve controllare l’amianto in un edificio? La guida INAIL aggiornata al 2026 conferma che la responsabilità è del proprietario dell’immobile o di chi svolge un’attività al suo interno. Deve nominare un responsabile del rischio amianto, far ispezionare i materiali almeno una volta l’anno se sono friabili e informare chi abita o lavora nello stabile. Il riferimento resta il d.m. 6 settembre 1994, ora affiancato dal d.lgs. 213/2025, che chiede verifiche anche prima dei lavori. Vediamo cosa significa in pratica.

Chi è responsabile dell’amianto in casa e nei condomini

La responsabilità ricade sul proprietario dell’immobile e, nei luoghi di lavoro, anche su chi gestisce l’attività che vi si svolge. Quando si scopre la presenza di materiali contenenti amianto, il proprietario deve designare una figura incaricata di coordinare tutte le attività di manutenzione che li riguardano, chiamata responsabile del rischio amianto, in breve RRA.

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Negli edifici solo abitativi l’incarico arriva dal proprietario o dall’amministratore di condominio e non servono altri interlocutori. Se invece nello stabile ci sono uffici o negozi, l’RRA deve collaborare con il servizio di prevenzione e protezione del datore di lavoro. La guida segnala anche un limite: il decreto del 1994 non fissa i requisiti per fare l’RRA, per questo conviene affidarsi a professionisti formati, magari seguendo la prassi UNI/PdR 152.2:2023, che è volontaria.

Quali controlli bisogna fare e ogni quanto

Il controllo di base è l’ispezione visiva almeno una volta l’anno, obbligatoria se i materiali sono friabili, cioè quelli che si sbriciolano con la mano, come certe coibentazioni. Va redatto un rapporto con foto da inviare alla ASL, che può chiedere un monitoraggio delle fibre nell’aria. Per i materiali compatti, come le lastre in cemento amianto di tetti e tettoie, la guida considera l’ispezione annuale una buona pratica, da ripetere dopo eventi eccezionali, per esempio una forte grandinata.

Il proprietario deve poi tenere una mappa di dove si trova l’amianto, mettere avvisi su caldaie e tubazioni e autorizzare per iscritto ogni intervento di pulizia o manutenzione. Se il danno su un materiale compatto supera il 10 per cento della superficie, o se il materiale è friabile e poco coeso, serve la bonifica. Per le rimozioni i tempi vanno da 12 a 24 mesi, a seconda del rischio emerso dalla valutazione, mentre le altre bonifiche si fanno entro 6 mesi.

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Cosa cambia prima di ristrutturare o fare lavori

Prima di lavori di manutenzione, ristrutturazione o demolizione bisogna verificare se ci sono materiali con amianto. È la novità più concreta del d.lgs. 213/2025, che recepisce la direttiva europea 2023/2668. Il materiale danneggiato va preferibilmente rimosso e, quando l’intervento riguarda amianto friabile o superfici estese, il lavoro spetta a una ditta iscritta all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, categoria 10.

Per chi ha una casa costruita prima del 1992, con un tetto o delle coibentazioni datate, la mossa più utile è far fare una verifica prima di chiedere i preventivi. Sappi che è possibile risparmiare sui preventivi grazie al Bonus amianto.

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Domande frequenti:

  • Chi è responsabile dell’amianto in un condominio?

    Il responsabile è il proprietario dell’immobile, quindi nel caso di un condominio l’incarico di nominare il responsabile del rischio amianto passa dall’amministratore. Nei locali dove si svolge un’attività lavorativa risponde anche chi gestisce quell’attività.

  • Quando serve la bonifica dell’amianto?

    Serve quando il materiale friabile è degradato o poco coeso, oppure quando il danno su un materiale compatto supera il 10 per cento. Le rimozioni vanno fatte entro 12, 18 o 24 mesi a seconda del rischio, le altre bonifiche entro 6 mesi.

  • Cos’è il responsabile del rischio amianto?

    È la figura che coordina e controlla tutte le attività di manutenzione che possono toccare i materiali con amianto. Il decreto del 1994 non ne fissa i requisiti, per questo conviene scegliere un professionista formato.

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