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Architettura organica: di che cosa si tratta?

Avete mai sentito parlare di architettura organica? È un modo di costruire che si basa sull'equilibrio tra uomo e natura. Ecco di cosa si tratta nello specifico

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Chi, da bambino, non ha desiderato una casa sull’albero? La medesima sensazione di armonia con la natura si può sperimentare da adulti vivendo in una casa realizzata secondo le indicazioni dell’architettura organica.

Architettura organica: di cosa si tratta?

Di cosa stiamo parlando? L’architettura organica incarna una linea di lavoro che ha avuto come capostipite Frank Lloyd Wright, architetto statunitense vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo che ha proposto un metodo di progettazione degli edifici fondato sull’equilibrio tra uomo e natura. Cosa significa? L’idea di fondo è quella di armonizzare le costruzioni e i manufatti opera dell’uomo con l’ambiente che li circonda. Torniamo all’esempio della casa sull’albero di quando eravamo bambini: gli spazi nei quali ci si muoveva erano pensati da noi, ma rispettavano per necessità la forma della pianta sulla quale avevamo stabilito il nostro regno. La posizione dei rami orientava la scelta del punto dove sedersi e quello dove creare il deposito dei nostri giochi. La luce che filtrava tra i rami guidava i nostri movimenti: riposo al fresco, all’ombra, gioco di avventura al solo.

Allo stesso modo, in architettura, le luci e le forme esterne influenzano gli spazi interni e il loro utilizzo. Emblematica di questo approccio è la Casa sulla cascata, Fallingwater in inglese, disegnata da Lloyd Wright nel 1935 in Pennsylvania. Nel progetto le terrazze e l’intera costruzione si armonizzano dal punto di vista estetico e strutturale con il corso d’acqua su cui si inseriscono.

Altro esponente di spicco di questa branca dell’architettura è stato Alvar Aalto. In Italia furono protagonisti, tra gli altri, Bruno Zevi e Luigi Piccinato.

Una casa a misura d’uomo

Anche senza ricorrere a scelte tanto originali quali quelle di Frank Lloyd Wright, nella progettazione della nostra abitazione possiamo applicare alcuni dei criteri che hanno guidato il lavoro dell’architetto statunitense. Su tutti, la libertà della pianta dell’edificio, non costretta all’interno di schemi classici. Questo infatti è uno degli elementi che ha guidato l’architettura organica. Anche all’interno dell’edificio, inoltre, la disposizione degli spazi può sganciarsi dalla consuetudine per rispondere al meglio alle esigenze di chi vi abita. Una delle caratteristiche dell’architettura organica è la limitazione delle partizioni interne, lasciando il più possibile alla luce il compito di regolare gli spazi. Via libera, dunque, agli openspace modulati dagli arredi e dalle partizioni funzionali.

Non solo forme. Architettura organica, materiali e fonti energetiche

Fondamentale inoltre è la connessione tra edificio e ambiente circostante. Essa può concretizzarsi nel posizionamento particolare della costruzione o in una particolare pendenza del tetto, per esempio, per richiamare il panorama circostante. Non di meno, il collegamento con l’ambiente passa dalla scelta dei materiali e delle fonti energetiche. Largo all’impiego di pietra e legno, tanto all’esterno quanto all’interno dell’edificio, per richiamare le materie prime che si trovano nel luogo dove stiamo costruendo. Possibilmente con pochi cambi di materiale all’interno del complesso. Infine il capitolo luce: in questo caso la valorizzazione dell’inclinazione solare può guidarci nella predisposizione di lucernari capaci di caratterizzare gli ambienti o nella creazione di ampie vetrate per favorire l’ingresso dei raggi solari nelle stanze.

Di conseguenza viene una riflessione sulla scelta dell’energia con la quale alimentare il riscaldamento. Via libera ai pannelli solari in zone segnate da forte insolazione. Ad alimentare la sensazione di calore data dal filtrare della luce dai lucernari può inoltre contribuire il riscaldamento a pavimento. Nelle zone montane, invece, un camino in pietra locale risulta una scelta caratterizzante, così come un garage scavato nella parete di sasso.

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