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Agevolazione acquisto prima casa: come usufruire del bonus fiscale

Le agevolazioni prima casa consentono di usufruire di numerosi benefici economici.

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Per poter beneficiare delle agevolazioni prima casa coloro che acquistano una abitazione dovranno dichiarare di possedere determinati requisiti. I primi benefici economici si hanno nel momento in cui viene stipulato l'atto di compravendita, e prevedono una aliquota fiscale ridotta per il calcolo di imposta di registro, catastale e ipotecaria. Per avere diritto all'agevolazione l'acquirente dovrà dichiarare di non possedere altra abitazione nel territorio comunale in cui si trova l'immobile oggetto della compravendita, nè di aver mai usufruito delle agevolazioni previste per l'acquisto della prima casa per altra unità immobiliare posta nel territorio nazionale. Il beneficio spetta anche a coloro che già possiedono altro immobile, purché questo venga rivenduto entro un anno dall'atto di compravendita del nuovo fabbricato. Altro requisito fondamentale è la residenza di chi acquista usufruendo delle agevolazioni fiscali. Quest'ultimo dovrà dichiarare di avere la residenza nel Comune in cui si trova l'immobile. In alternativa potrà manifestare la sua volontà, espressa nell'atto di acquisto, di trasferire la propria residenza entro diciotto mesi dalla data del rogito.
Infine dovrà trattarsi di fabbricato non classificabile come immobile di lusso. Qualora quanto espressamente dichiarato al momento del rogito non avvenga nei termini previsti, l'acquirente sarà tenuto a corrispondere la maggior imposta dovuta. I benefici fiscali di cui l'acquirente ha usufruito per l'acquisto della prima casa decadono anche in caso di successiva vendita dell'immobile prima che siano trascorsi cinque anni dalla data di acquisto. Le agevolazioni fiscali relative ad imposta di registro ad aliquota agevolata al 2% anziché al 9% spettano nel caso in cui si acquisti l'immobile da un privato. Nel caso in cui la vendita venga effettuata direttamente dall'impresa costruttrice, l'agevolazione riguarderà l'IVA applicata che sarà del 4% anziché del 20%. Mentre nel primo caso le imposte vengono calcolate sulla rendita catastale (generalmente molto più bassa rispetto al valore reale dell'immobile), nel caso di acquisto da impresa l'IVA viene calcolata sull'importo corrisposto.

Una importante novità che riguarda il risparmio per chi acquista una prima casa direttamente dal costruttore è contenuta nella Legge di Stabilità 2016, la quale sancisce che, nel caso si tratti di abitazione con classe energetica A oppure B, è possibile per l'acquirente richiedere il rimborso del 50% dell'IVA pagata al costruttore. Tale rimborso verrà erogato in dieci rate annuali di pari importo, sotto forma di detrazione Irpef. Vi sono poi altri benefici che interessano coloro che procedono all'acquisto prima casa. Uno degli aspetti più interessanti riguarda la possibilità, in caso di sottoscrizione di mutuo ipotecario per l'acquisto prima casa, di recuperare una quota degli interessi passivi, oneri ed accessori corrisposti annualmente alla banca o all'istituto finanziario. Anche questa agevolazione avviene attraverso il riconoscimento al contribuente che ha effettivamente sostenuto la spesa, di una detrazione fiscale pari al 19% dell'importo pagato nell'anno oggetto di dichiarazione. Entrambe le detrazioni vengono riconosciute in sede di dichiarazione dei redditi, dove danno luogo ad un rimborso che non potrà mai eccedere l'importo delle ritenute complessivamente subite nell'anno dal contribuente.
Nel caso di agevolazioni prima casa su interessi per mutuo ipotecario relativo all'acquisto dell'abitazione principale, il limite massimo di interessi annui detraibili ammonta ad €. 4.000. Ne consegue che la detrazione massima spettante non potrà eccedere la quota di €. 760,00. Per questo motivo, se una coppia di coniugi acquista la sua prima casa in comproprietà ma soltanto uno dei due risulta essere lavoratore dipendente o pensionato con ritenute Irpef tali da coprire la percentuale spettante come detrazione Irpef, può essere consigliabile intestare il contratto di mutuo esclusivamente a quest'ultimo soggetto, per non perdere il 50% dei benefici fiscali spettanti. Se l'immobile appena acquistato dovrà subire interventi edilizi è invece consigliabile rivolgersi ad un tecnico qualificato che, oltre a predisporre e seguire i lavori, sarà in grado di svolgere le pratiche per permettere al nuovo proprietario di ottenere il riconoscimento del bonus relativo alle ristrutturazioni edilizie. Il Bonus infatti è stato prorogato fino al 31 dicembre 2017 dalla Legge di Bilancio, permettendo così a coloro che affrontano spese per interventi di ristrutturazione di ottenere una detrazione Irpef pari al 50% della spesa complessivamente sostenuta, fino ad un massimo di €. 96.000. La quota complessivamente detraibile, e giustificata da ricevute e fatture emesse durante l'anno, viene suddivisa successivamente in dieci rate annuali di pari importo.


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