Ecobonus, ENEA aggiorna 13 guide: requisiti, spese ammesse e documenti
Vuoi la detrazione Ecobonus senza errori? Le guide ENEA spiegano cosa controllare prima del preventivo, con regole nuove dal 4 febbraio.
Alessia Mancini
Content manager e blogger
- ENEA ha aggiornato al 23 settembre 2026 i 13 vademecum dell'Ecobonus: non c'è un nuovo bonus, ma requisiti tecnici e verifiche più chiari, con regole diverse per i lavori iniziati dal 4 febbraio 2026.
- Prima del preventivo conviene leggere la scheda dell'intervento e controllare caratteristiche richieste, voci di spesa ammesse e documenti da conservare.
- Per infissi e impianti servono preventivi con valori tecnici dichiarati e spese separate, oltre all'invio della scheda a ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
- Quali guide dell'Ecobonus ha aggiornato ENEA
- Infissi e impianti: quali informazioni verificare prima del preventivo
ENEA ha aggiornato al 23 settembre 2026 i 13 vademecum dell’Ecobonus, le schede che spiegano quali requisiti tecnici, spese e documenti servono per avere la detrazione. Non sono ancora stati confermati nuovi bonus: nel 2026 resta il 50% per l’abitazione principale e il 36% per gli altri immobili. La novità riguarda i lavori iniziati dal 4 febbraio 2026, per cui valgono nuovi parametri. Se stai programmando un intervento, conviene leggere la scheda giusta prima di chiedere i preventivi.
Quali guide dell’Ecobonus ha aggiornato ENEA
ENEA ha aggiornato 13 guide, una per ogni famiglia di interventi agevolati:
- riqualificazione globale;
- bonus facciate;
- parti comuni condominiali;
- coibentazione;
- serramenti e infissi;
- schermature solari;
- solare termico;
- biomassa;
- caldaie a condensazione;
- pompe di calore;
- sistemi ibridi;
- microcogeneratori e building automation.
Per chi ha in programma una ristrutturazione si tratta di un documento molto importante, in cui trova tutto ciò che è ammesso e ciò che va dimostrato, senza rincorrere circolari e rimandi normativi. Le schede recepiscono le modifiche normative e distinguono i lavori iniziati prima del 4 febbraio 2026 da quelli avviati dopo, quindi la data di apertura del cantiere ha molta importanza.
I cambiamenti più sentiti riguardano gli impianti, con restrizioni per i generatori a biomassa e verifiche più precise sulle pompe di calore. Per esempio, uno scaldacqua a pompa di calore deve avere un COP superiore a 2,6, misurato secondo la norma UNI EN 16147. Per infissi e isolamento il tetto di detrazione è di 60mila euro per unità immobiliare, per pompe di calore e sistemi ibridi di 30mila. Dal 2027, senza nuovi interventi, le aliquote scenderebbero al 36% e al 30%. Il possibile ritorno al 65% per alcuni lavori è solo un’ipotesi allo studio per la Manovra.
Infissi e impianti: quali informazioni verificare prima del preventivo
Prima di confrontare le offerte, apri la scheda dell’intervento e cerca tre cose: le caratteristiche richieste, le voci di spesa ammesse e i documenti da conservare.
Per gli infissi, il punto di partenza è che si deve trattare di una sostituzione di serramenti già esistenti, non di una nuova installazione, e che devono separare un ambiente riscaldato dall’esterno o da locali non riscaldati. La scheda indica poi i valori di trasmittanza termica da rispettare in base alla zona climatica. Chiedi quindi al serramentista di riportare nel preventivo il valore dichiarato per ogni finestra, così puoi confrontarlo con il limite.
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AggiungiCon pompe di calore e sistemi ibridi conta il modello scelto: le verifiche riguardano le prestazioni stagionali, e un preventivo che non indica marca e dati tecnici non permette alcun controllo. Meglio ancora se le voci di spesa sono separate e non in un’unica cifra chiavi in mano, perché solo così capisci cosa rientra nella detrazione.
Resta infine un adempimento che molti dimenticano: la scheda descrittiva va inviata a ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo. Conserva fatture, documentazione tecnica e ricevute dei pagamenti tracciabili.
👉 Per approfondire: Infissi in PVC: pro e contro, prezzi, colori
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Domande frequenti:
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Quali guide dell’Ecobonus ha aggiornato ENEA
ENEA ha aggiornato 13 vademecum, uno per ogni famiglia di interventi: riqualificazione globale, bonus facciate, parti comuni condominiali, coibentazione, serramenti e infissi, schermature solari, solare termico, biomassa, caldaie a condensazione, pompe di calore, sistemi ibridi, microcogeneratori e building automation. Le schede sono aggiornate al 23 settembre 2026.
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Come fare la pratica ENEA per l’Ecobonus?
La pratica si fa online sul portale bonusfiscali.enea.it, accedendo con SPID personale o CIE. Dopo l’accesso si sceglie l’area dedicata all’Ecobonus e si compila la scheda descrittiva dell’intervento. La scheda contiene i dati dell’immobile, le caratteristiche tecniche dell’intervento e la spesa sostenuta. Al termine dell’invio conviene salvare la ricevuta di trasmissione, insieme a fatture e documentazione tecnica. Spesso la pratica la segue il tecnico o l’installatore, ma è meglio chiarirlo già in fase di preventivo.
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L’Ecobonus è valido anche senza comunicazione ENEA?
Dipende dall’agevolazione, e per l’Ecobonus il quadro è meno netto. Per il Bonus Casa l’omessa o tardiva comunicazione non fa perdere la detrazione. Per l’Ecobonus l’Agenzia delle Entrate ha a lungo considerato l’invio un adempimento necessario, ammettendo solo la remissione in bonis. La Cassazione più recente ha invece escluso la decadenza in assenza di una norma espressa, purché le spese siano state sostenute e documentate. La scelta più prudente resta inviare la scheda entro i 90 giorni, per evitare contestazioni.