Superbonus, i lavori non erano mai iniziati: come riconoscere le truffe e proteggerti
Come proteggersi dalle truffe sul cantiere? A Torino sequestrati 7 milioni per lavori mai fatti: ecco come tutelarsi davvero.
Alessia Mancini
Content manager e blogger
- Truffa Superbonus a Torino: il caso da 7 milioni
- Come riconoscere una truffa sul Superbonus: i campanelli d'allarme
- Come scegliere un'impresa seria quando si lavora con i bonus
Lavori gratis, nessun anticipo, tutto a posto con la legge. Sembrava un’occasione irripetibile, e invece era una truffa. La Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato quasi 7 milioni di euro a una società edile che aveva convinto un intero condominio ad affidarle i lavori del Superbonus 110%, salvo non fare niente. Cinque persone sono ora indagate, tra imprenditori e professionisti. Vale la pena capire come difendersi, perché casi come questo non sono isolati.
Truffa Superbonus a Torino: il caso da 7 milioni
La società edile, indagata nel 2026, aveva convinto i residenti di un condominio torinese ad affidarle lavori di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico, promettendo il costo zero grazie allo sconto in fattura e alla cessione del credito, due meccanismi allora attivi nell’ambito del Superbonus 110%. Il contratto prevedeva la fine dei lavori entro il 31 dicembre 2023.
I cantieri, però, non sono mai partiti. Nel frattempo l’azienda aveva già prodotto fatture e asseverazioni tecniche false, trasmesse all’Agenzia delle Entrate, per generare crediti d’imposta fittizi: una parte ceduta a terzi, il resto trattenuto per compensazioni future. Cinque le persone indagate: l’amministratore della società e quattro professionisti, tra cui due architetti torinesi, un ingegnere milanese e un commercialista napoletano. A loro si contesta di aver prodotto documentazione falsa, incluso il visto di conformità necessario per accedere all’agevolazione.
Come riconoscere una truffa sul Superbonus: i campanelli d’allarme
Le truffe legate al Superbonus seguono quasi sempre lo stesso schema: promessa di lavori completamente gratuiti, fretta nel firmare, documentazione gestita interamente dall’impresa senza un coinvolgimento diretto e consapevole del committente.
In questo caso il primo segnale stava già nella proposta commerciale. Nessun cantiere serio, per un importo di quella portata, può essere davvero a costo zero senza una filiera di verifiche tecniche trasparenti e indipendenti. Il secondo segnale è arrivato quando la società, di fronte alle prime contestazioni del condominio, ha tentato di giustificarsi aumentando in modo sproporzionato l’importo complessivo delle opere, una mossa che ha spinto i residenti ad avviare azioni legali.
Come scegliere un’impresa seria quando si lavora con i bonus
Affidarsi a un’azienda credibile in questi casi significa, prima di tutto, non accontentarsi di una promessa. Verificare che l’impresa abbia esperienza documentabile, leggere con attenzione il contratto prima di firmarlo e accertarsi che i tecnici asseveratori siano davvero indipendenti dall’impresa sono passaggi che non vanno saltati.
Richiedere preventivi da più imprese diverse, poi, è uno degli strumenti di tutela più efficaci: consente di confrontare le proposte e capire se quello che viene offerto è realistico. Un’impresa seria non ha fretta di far firmare e risponde in modo chiaro a ogni domanda. Se invece la risposta è sempre “fidatevi, pensiamo a tutto noi”, conviene fare un passo indietro.
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Domande frequenti:
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Come faccio a sapere se un'impresa è affidabile per i bonus casa?
Controlla che abbia esperienza documentabile nel settore, chiedi referenze di cantieri già completati e verifica che i tecnici asseveratori siano professionisti indipendenti, non scelti direttamente dall'impresa. Richiedere più preventivi è il modo più semplice per capire se la proposta che hai ricevuto è realistica.
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Se i lavori non partono, cosa posso fare?
Puoi richiedere la risoluzione del contratto e il rimborso di eventuali somme già versate. Se sospetti una frode, puoi presentare denuncia alla Guardia di Finanza o alla Procura della Repubblica. Conserva tutta la documentazione firmata: contratto, fatture, comunicazioni con l'impresa.
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Chi controlla che i lavori del Superbonus vengano davvero eseguiti
L'Agenzia delle Entrate effettua controlli sui crediti d'imposta generati, ma la responsabilità delle verifiche tecniche ricade sugli asseveratori, cioè i professionisti che certificano l'esecuzione dei lavori. Quando questi ultimi producono documentazione falsa, come nel caso di Torino, il sistema di controllo viene aggirato.
