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Orientamento della casa, quanto incide sul risparmio energetico?

Quanto incide l'orientamento della casa sul risparmio energetico e come fare per ottimizzarlo? Scopri tutto quello che bisogna sapere in questo articolo

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Pochi lo sanno, ma l’orientamento della casa incide sul risparmio energetico. Cosa vuol dire? Che il punto cardinale verso cui è rivolta ciascuna facciata, in relazione alla posizione del sole nei vari momenti del giorno e al variare delle stagioni, incide sui costi di riscaldamento e di illuminazione. Oltre ad influenzare il comfort abitativo. Un edificio orientato in modo corretto può far risparmiare fino al 10-20% in bolletta, secondo le stime.

Se le case moderne sono spesso frutto di un’attenta progettazione, che tiene conto della radiazione solare e dalle ombre generate dagli edifici circostanti grazie ad appositi software, quando si compra un’abitazione non recentissima è bene fare una valutazione accorta.

Ma vediamo quali elementi considerare per il risparmio energetico della casa.

Risparmio energetico: gli elementi che lo influenzano

Quando si acquista casa, oltre a considerare il suo costo e la sua vicinanza a quelli che per noi sono i luoghi di interesse, è bene fare valutazioni più ampie sul suo stato di fatto. Ovviamente, il certificato energetico (coi suoi valori compresi tra A e G) fornisce una chiara indicazione sull’efficienza dell’immobile. Ma non basta.

Bisogna dunque verificare tutta una serie di altri elementi: la zona climatica (in Italia ce ne sono 6), che influenza sensibilmente le spese di riscaldamento e di raffreddamento; l’orientamento delle diverse stanze, così da poter scegliere la loro destinazione d’uso sfruttando al massimo la luce del sole; il posizionamento dell’abitazione all’interno del complesso. Un edificio prevalentemente orientato a Nord, tanto più senza un adeguato cappotto termico, farà ad esempio alzare i costi di riscaldamento; mentre un’esposizione a sud o a sud-ovest influenzerà i costi di raffrescamento.

Bisogna poi considerare dove l’appartamento è posizionato: se si trova sopra un garage o un locale non riscaldato, avrà consumi più elevati e un più alto tasso di umidità; se si trova sotto un solaio a terrazzo non isolato, potrebbe surriscaldarsi d’estate ed essere molto freddo in inverno.

Orientamento dell’immobile e disposizione delle stanze

È dunque sulla base dell’orientamento dell’immobile, che si andrà a scegliere quale ambiente della casa realizzare in ogni vano. Le stanze in cui si trascorre più tempo (e dunque le zone giorno) dovrebbero essere orientate a sud, mentre i locali meno frequentati, e che non necessitano di luce e riscaldamento continuo (la lavanderia, i disimpegni, le scale, i corridoi), possono essere esposti a nord.

Per le camere da letto, il miglior orientamento è ad est: in questo modo ci si sveglia coi primi raggi del sole; infine, il lato ovest è adatto allo studio e alle zone relax, dal momento che riceve la luce nel tardo pomeriggio.

Ovviamente, sulla base dell’orientamento dell’immobile bisognerà compiere una serie di scelte: le tende nel giusto colore e tessuto, la piantumazione di alberi stagionali che – in caso di grandi finestre esposte a sud – facciano ombra in estate. E poi infissi isolanti, un efficace cappotto termico. Tutti elementi, questi, capaci di incidere sul comfort abitativo esattamente come sui costi delle bollette.

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