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Cappotto termico esterno, consigli per non commettere errori

Il cappotto termico esterno permette di isolare termicamente e acusticamente un edificio, incrementando efficienza energetica e valore di mercato. Ma a cosa bisogna prestare attenzione durante la posa?

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Si parla spesso di cappotto termico, ma per chi ancora non lo sapesse si tratta di un metodo funzionale per rendere le vostre abitazioni isolate sia acusticamente che termicamente. Ovvero si parla di cappotto termico quando sulla facciata esterna o interna di un edificio, viene applicato un materiale isolante, in grado di diminuire gli sprechi energetici. Quindi è un procedimento applicabile sia per l’interno che per l’esterno della propria a abitazione, ma noi oggi ci concentreremo sulla posa esterna, e i possibili errori in cui potreste incorrere.

Cappotto termico esterno: problemi più comuni

Grazie ai materiali utilizzati, i vantaggi che si ottengono sono notevoli. In primo luogo si risparmia sulla bolletta, poiché l’inverno isola dal freddo, mantenendo il calore all’interno dell’abitazione, e lo stesso fa l’estate con i raggi solari.  La vostra abitazione aumenterà in efficienza energetica così anche il suo valore di mercato. Ma ci sono anche degli aspetti negativi: infatti i prezzi sono superiori rispetto l’isolamento interno, sia perché ci sarà bisogno di un maggiore quantitativo di materiale per ricoprire le superficie, sia perché ci sono delle difficoltà nel posizionare i pannelli, qualora l’edificio fosse molto alto e quindi questo lavoro potrà richiedere tempi più lunghi.

Di seguito vi elencheremo alcuni degli errori più comuni in cui è meglio non incappare, per evitare di vanificare i soldi spesi e la resa finale dell’opera. Ecco i 6 errori da evitare quando si parla di cappotto termico esterno.

1. Posa del collante sbagliata

Per quanto riguarda la posa in opera del cappotto termico esterno, si tratta di un procedimento lungo e dispendioso in termini economici, perciò è meglio effettuare tale operazione nella maniera più adeguata possibile. Uno degli errori più comuni in fase di posa riguarda il collante: se questo non fosse posizionato nella maniera adeguata, i pannelli, sottoposti a sbalzi termici, inizieranno a cambiare forma incurvandosi in maniera concava e convessa, portando all’infiltrazione di acqua e muffa. Perciò è importante che il collante, dopo aver accostato e premuto il pannello verso la parete, copra il pannello per il 40% almeno; in questo modo il bordo esterno del pannello rimarrà ancorato mentre si andranno a deformare eventualmente, solo le parti centrali del pannello.

2. Pannelli isolanti troppo distanziati

Un altro errore da evitare è quello di accostare i pannelli isolanti nella maniera sbagliata. Infatti, se viene lasciato troppo spazio tra un pannello e l’altro si dovrà ricorrere all’uso del rasante di finitura superficiale. In questo caso lo spessore sarà maggiore rispetto la posa dei pannelli e l’assorbimento dell’umidità sarà diverso, quindi saranno visibili le giunture tra i pannelli. Inoltre ci sarà una maggiore dispersione termica per via della mancanza dell’isolante termico. Se ciò dovesse verificarsi è meglio agire utilizzando una schiuma isolante a bassa densità, per evitare che il rasante penetri nei pannelli. Per quanto riguarda il cappotto termico esterno lo spessore minimo va dai 6 fino ai 12 cm, ma bisogna dipende dal materiale e dal grado di isolamento che si vuole ottenere.

3. Profilo di partenza mancante

Non installare il profilo di partenza porterebbe a delle conseguenze che potrebbero pregiudicare tutta la riuscita dell’installazione. Infatti, dal momento che si trova sulla parte più bassa del cappotto termico, si rischia di inserire i pannelli in maniera non lineare. Inoltre potrebbe portare al deterioramento della parte bassa dei pannelli, che entrerebbero in contatto con delle potenziali infiltrazioni d’acqua, deteriorandone la base. È importante dunque installare sempre un profilo di partenza, una soluzione che permette di eseguire un lavoro a regola d’arte e garantire un’efficacia adeguata nel lungo periodo.

4. Finitura superficiale colorata applicata male

Se si applica una finitura superficiale colorata in condizioni meteorologiche non adeguate si rischia di non ottenere l’omogeneità nel risultato finale. Se ad esempio viene applicata in condizioni atmosferiche caratterizzate da un alto tasso di umidità, si rischia di appesantire il colore, arrivando a farlo scivolare verticalmente, senza riuscire ad asciugarsi sulla superficie. Se invece durante le riprese del colore viene utilizzata una tempera le sfumature si vedranno sulla superficie.

5. Tassellatura troppo all’interno del cappotto

Quando si va a installare la tassellatura bisogna fare attenzione a non farla penetrare troppo all’interno del capotto termico: si creerebbero degli spessori maggiori di rasante superficiale in corrispondenza dei tasselli, perciò il diverso assorbimento igrometrico del rasante in questi punti renderebbe visibile la tassellatura su tutta la superficie. Per evitare che ciò accada occorre mantenere il filo esterno della testa dei tasselli allineato con il filo esterno dei pannelli, oppure incassare i tasselli all’interno del cappotto e chiudere i fori con rondelle in materiali isolanti.

6. Stesura errata della rasatura armata esterna

Un altro errore scaturisce dalla mancata attenzione nella stesura della seconda mano di rasatura armata esterna. Infatti, si dovrebbe passare la prima mano di rasante, poi si passa alla posa della rete d’armatura e infine si conclude con la seconda mano di rasante. Quindi se la seconda mano di rasante viene applicata subito dopo la prima, si rischia che la rete venga schiacciata, compromettendone la resistenza generale, che quindi non riuscirà ad assorbire le deformazioni dei pannelli sottostanti e si creeranno delle fessurazioni, da cui potrebbero scaturire delle infiltrazioni acquifere e muffe. Perciò sarebbe opportuno aspettare almeno 24 tra la prima e la seconda mano di rasatura.

Quali sono i vantaggi del cappotto termico esterno?

L’installazione di un cappotto termico esterno è una soluzione in grado di offrire diversi vantaggi:

  • protegge dal calore presente all’esterno dell’edificio, aiutando a mantenere una temperatura più bassa e quindi un ambiente più fresco, riducendo i costi legati alla climatizzazione;
  • limita fortemente la dispersione termica, evitando che d’inverno il calore fuoriesca fuori dall’abitazione, diminuendo i costi del riscaldamento domestico.;
  • permette di contenere la formazione di muffe e macchie d’umidità, contrastando il fenomeno della condensa sulle pareti della casa.

Cappotto termico esterno: prezzi e agevolazioni fiscali

Il costo di un rivestimento esterno con cappotto termico dipende da alcuni aspetti, come lo spessore della struttura, il tipo di materiale impiegato e la manodopera. In media il prezzo del cappotto termico esterno può andare da 20 a 80 euro al metro quadrato, più una spesa da 20 a 50 euro al metro quadro per pagare la ditta specializzata e la manodopera. Tuttavia è possibile usufruire delle agevolazioni fiscali, tramite le misure contenute all’interno dell’Ecobonus 2019/20 oppure nel provvedimento per gli sgravi fiscali sulle ristrutturazioni edilizie. In questo modo si può ottenere una detrazione fiscale fino al 65%, sia sugli interventi effettuati nelle residenze private che negli edifici condominiali.

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