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Certificati verdi per imprese green: cosa sono e come ottenerli

Come può un’impresa ottenere i certificati verdi? Ecco un’analisi dettagliata tra dubbi, costi e modalità d’ottenimento

certificati verdi
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Quando si parla di certificati verdi si fa riferimento a degli incentivi per la produzione di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Nello specifico il sistema italiano fa riferimento unicamente a impianti entrati in servizio a partire dal dicembre del 2012. L’obiettivo è dunque quello di dimostrare di riuscire a produrre energia emettendo meno CO2 di quanto fa un altro impianto. Verificate queste statistiche, ecco la concessione dei certificati verdi, che sono dei veri e propri titoli negoziabili, introdotti anche in Gran Bretagna, Svezia, Paesi Bassi e Stati Uniti.

Certificati verdi 2018

La delibera del 25 gennaio 2018 32/2018/R/efr ha indicato il valore dei certificati verdi. La cifra media annua del prezzo di cessione dell’energia elettrica è in 53.14 euro/MWh. Elemento chiave per poter stabilire la tariffa degli incentivi per il calcolo dei certificati verdi del 2018.

Il valore indicato può essere applicato nel calcolo incentivante unicamente per quegli impianti che hanno avuto accesso al parametro Re inerente l’anno precedente, secondo il D.L. 6 luglio 2012. È inoltre scaduta quest’anno la possibilità di ritirare i certificati verdi relativi all’anno 2015, esattamente il 31 marzo 2018, data indicata come limite dal GSE.

Chiunque non abbia provveduto al ritiro dunque non avrà avuto accesso alla valorizzazione economica. Un sistema, questo, che si ripete per ogni annualità. Il ritiro dei certificati ha infatti delle precise scadenze.

Certificati verdi: beneficiari

Ad avere diritto ai certificati verdi sono quegli impianti alimentati da fonti rinnovabili, con qualifica IAFR. Gli impianti dovranno essere collegati alla rete elettrica, evidenziando una potenza nominale media annua non inferiore alla soglia di 1kW.

I certificati verdi vengono garantiti al produttore per un periodo di tre anni. Un beneficio economico che può essere sommato a quello garantito dalla vendita di energia elettrica alla rete. Il certificato viene riconosciuto per la totalità dell’energia prodotta dall’impianto, mentre sul fronte ricavi si fa riferimento all’effettiva energia immessa nella rete, al netto di eventuali autoconsumi.

Certificati verdi: il prezzo

Il valore dei certificati verdi corrisponde generalmente alla produzione di 1 MWh d’energia rinnovabile. Potendo però operare l’acquisto di tali titoli, va da sé che esista un prezzo di mercato.

Per poter condurre gli acquisti e le vendite però occorre passare attraverso una specifica borsa, gestita dalla GME, che potrà dunque regolamentare la trattativa, assicurandosi che tutto avvenga alla luce del sole. L’impresa produttrice che è chiamata all’acquisto di certificati verdi si rivolgerà alla GME, individuando un venditore disposto a cedere i certificati verdi.

L’impresa che cede può infatti decidere liberamente di accumulare titoli, in attesa che il loro valore raggiunga il picco desiderato. Si tratta dunque di una vera e propria trattativa di mercato, in cui lo Stato fa da garante attraverso delle società. Un gioco delle parti davvero redditizio per molte aziende, considerando come nell’ormai lontano 2006 il prezzo dei certificati verdi sia salito fino a 125 euro /Mwh.

Una volta ottenuto il proprio certificato verde, se ne avrà diritto per tre anni. Sarà dunque possibile utilizzarlo per i due anni successivi all’ottenimento. Si continua a operare modifiche in tale ambito in Italia, considerando anche gli errori del passato. Incentivi sono infatti stati forniti anche per l’utilizzo di fonti assimilate alle rinnovabili. Una categoria decisamente ampia e tutta italiana, con un esborso economico cui è stato posto freno grazie alla modifica al decreto Bersani.

Se volete saperne di più sugli incentivi per la produzione di energia elettrica, vi consigliamo di contattare un professionista del settore. Richiedete un preventivo!

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