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Quali sono i materiali isolanti elettrici più utilizzati?

Sai quali sono i materiali isolanti elettrici e quali i materiali conduttori? Scopri tutte le differenze in questo articolo di PG Casa Magazine

06-11-2021 (Ultimo aggiornamento 03-12-2021)
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impianti elettrici

Quando si parla di materiali isolanti elettrici s’intende una componente importante sia negli impianti elettrici domestici che negli elettrodomestici, che ha il compito di evitare che si verifichino guasti e incidenti. All’interno di un campo elettrico, come quello all’interno di casa o di un elettrodomestico, i materiali isolanti elettrici separano gli elementi a tensione diversa tra di loro ed evitano che si verifichi il passaggio di energia. Sono quindi utilizzati per evitare che il passaggio elettrico si propaghi al di là dei punti in cui deve svolgere la sua funzione.

L’impianto elettrico è un elemento di fondamentale importanza in ogni ambiente domestico, così come i materiali isolanti, ed è importante effettuare dei controlli periodici secondo le normative vigenti per vivere in piena sicurezza. Non sai a chi rivolgerti? Scopri i migliori esperti su PagineGialle, leggi le recensioni degli altri clienti e richiedi subito un preventivo gratuito per conoscere il costo di un intervento professionale.

Materiali isolanti elettrici: quali sono

In base al loro comportamento elettrico, esistono materiali conduttori e materiali isolanti. I materiali conduttori sono quelli che conducono l’elettricità, mentre gli isolanti hanno la caratteristica di non permetterne il passaggio. Questi ultimi sono preziosi nella costruzione di apparecchiature elettriche e negli impianti elettrici di casa proprio per isolare, come dice il nome stesso, i cavi elettrici dall’ambiente circostante, evitando così passaggi di energia elettrica o contatti che potrebbero causare incidenti.

Tra i conduttori vi sono tutti i metalli tra cui oro, zinco, argento, ferro, rame, ecc. Per quanto riguarda, invece, gli isolanti, esistono sia isolanti solidi sia isolanti liquidi. Gli isolanti liquidi sono principalmente oli e vengono utilizzati più che altro per i trasformatori e per grandi impianti. Negli impianti domestici i materiali isolanti più utilizzati sono quelli solidi, come:

  • Vetro: è un materiale inorganico a base di quarzo. Per quanto riguarda la conducibilità elettrica, il tipo di vetro migliore è il pyrex, che resiste a temperature molto alte e non è sensibile all’umidità. Per l’elevata resistenza termica viene utilizzato anche in cucina, soprattutto per le cotture in forno;
  • Porcellana: è un materiale inorganico ceramico. Viene usata per gli isolatori in alta e media tensione e nei passanti per uso esterno. Per uso elettrico domestico viene adoperata come portalampada a contatto con la lampadina;
  • Mica: è un minerale naturale che si trova sotto forma di cristalli. Poiché resiste anche alle alte temperature viene usato per le macchine rotanti. È un materiale molto costoso, per cui il suo utilizzo è piuttosto limitato.
  • Polimeri: sono composti organici costituiti da catene molecolari. Oggi rappresentano il tipo di isolante più utilizzato sia per la versatilità sia per il costo contenuto. Non hanno però una grossa resistenza alle alte temperature, quindi vengono usati assieme a sistemi che mantengono le temperature basse.
  • Carta: nonostante sia un buon isolante, è molto facilmente infiammabile, quindi non viene usata negli impianti elettrici. Esistono dei paralumi in carta per lampadari e abat-jour: prima di acquistarli, è opportuno controllare che siano a norma e che vengano utilizzati con lampadine che non scaldano troppo.

Come vengono impiegati gli isolanti elettrici

L’utilizzo dell’isolante elettrico è alla base della costruzione di ciascun impianto elettrico a norma o elettrodomestico.
Oggi la possibilità di sfruttare i polimeri ha risolto molte difficoltà e gran parte dei componenti elettrici vengono realizzati proprio con questo materiale.

I principali sono:

  • Cavi: si usano per tutti i collegamenti elettrici per trasportare la corrente da un punto all’altro. Hanno un’anima che conduce (in genere in rame) e sono rivestiti da una guaina isolata in materiale plastico.
  • Tubi e canaline: che siano interne ai muri o, per motivi di praticità, siano montate all’esterno, le canaline costituiscono i percorsi in cui scorrono i cavi. Anche queste, oggi, sono fatte con i polimeri.
  • Prese di corrente, interruttori e pulsanti: sono i punti in cui collegarsi all’impianto elettrico o attraverso cui trasmettere comandi manuali come quelli per le tapparelle elettriche. Anche in questo caso le materie plastiche offrono sicurezza, senza tuttavia perdere in estetica.
  • Connettori: sono dei componenti elettrici che hanno la funzione di collegare meccanicamente diversi componenti elettrici. Anche in questo caso, le parti a contatto con l’esterno sono in materie plastiche.
  • Nastro isolante elettrico: è una striscia formata da materiali plastici che viene utilizzata per coprire fili scoperti o per isolare elementi elettrici. Ce ne sono di diversi materiali: dal più classico nastro adesivo a quelli resistenti ad alte temperature per usi speciali.

Domande frequenti:

  • Cosa s'intende per isolante elettrico?

    Con il termine “isolante elettrico” si identificato tutti quei materiali come plastica, ceramica, gomma e vetro, che trattengono la carica elettrica e, quindi, impediscono il passaggio della corrente.

  • Qual è la differenza tra materiali conduttori e materiali isolanti?

    I materiali conduttori, come i metalli, possono essere attraversati dalle cariche elettriche e trasferirle ad un altro conduttore, mentre i materiali isolati sono incapaci di condurre la corrente elettrica.

  • Come si indica l'intensità di corrente?

    L’intensità di corrente elettrica (I) misura la quantità di elettroni che attraversano la sezione di un conduttore in un determinato arco di tempo, e la sua unità di misura è l’Ampere (A), che corrisponde alla carica di sei miliardi di elettroni che passano in un filo conduttore in un secondo.

  • Qual è la differenza tra buoni conduttori e cattivi conduttori?

    La differenza tra buoni e cattivi conduttori sta nella maggiore o minore capacità di far passare la carica elettrica al loro interno. La loro unità di misura è l’Ohm, definita dalla legge di Ohm che misura la resistenza. I buoni conduttori permettono il passaggio dell’energia elettrica, i cattivi conduttori sono gli isolanti.

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