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Climatizzatore inverter: funzionalità, vantaggi e costi medi

Un climatizzatore inverter potrebbe essere l’ideale per superare certe temperature. Questo modello particolare di climatizzatore tende ad avere dei costi medi più alti rispetto ad uno tradizionale, presentando però allo stesso tempo, soprattutto sul lungo periodo, numerosi benefici. Vediamo insieme perché garantisce un gran risparmio energetico e delle prestazioni migliori.

Come funziona un climatizzatore inverter

La tecnologia inverter permette a questo modello di climatizzatori di regolare l’aria in entrata, consentendole di fuoriuscire in relazione al fabbisogno di freddo (o caldo, nel caso del climatizzatore inverter pompa di calore) che serve realmente all’ambiente considerato.

 

La differenza sostanziale, quindi, tra un climatizzatore tradizionale ed un inverter sta nelle caratteristiche del compressore. Per i climatizzatori inverter la tecnologia è più evoluta, siccome questa lavora in maniera “modulante”: essa riduce la potenza assorbita una volta che è stata raggiunta la temperatura impostata. I climatizzatori fissi inverter, insomma, funzionano in modo regolare ma più tarato, siccome tengono conto del fabbisogno reale di aria del locale in cui vengono installati.

Climatizzatore inverter: quali vantaggi presenta

Un climatizzatore inverter presenta numerosi vantaggi. Questi sono:

  • Maggiore risparmio energetico: come in parte già accennato, la tecnologia inverter garantisce getti d’aria meno potenti. Questi a loro volta incidono positivamente sui consumi, che si riducono sensibilmente. Sia nel modello fisso che nel climatizzatore portatile inverter, insomma, non si verificano sprechi inutili di energia.
  • Maggiore comfort: il fatto che la potenza non sia sempre al massimo ma si regoli in maniera autonoma, permette anche un comfort maggiore. Avere troppe variazioni di temperatura, infatti, a lungo andare può causare problemi di salute quali mal di testa o, nel peggiore dei casi, persino bronchiti.
  • Maggiore silenziosità: è un’altra qualità di questi climatizzatori (in particolare del climatizzatore inverter senza motore esterno), che quando raggiungono la temperatura richiesta riducono il carico di lavoro e risultano anche più silenziosi.
  • Maggiore durata: considerando che i motori si disattivano meno spesso, questi tendono anche ad usurarsi meno e a garantire prestazioni di qualità per periodi più lunghi.

 

L’unico vero svantaggio del climatizzatore inverter si presenta quando non si passa molto tempo in casa, quindi questo risulta spento per la gran parte del tempo. In questo caso il risparmio energetico sarebbe minimo, quindi tanto vale optare per un modello tradizionale con meccanismo on/off, senza spendere cifre troppo esose.

Climatizzatore inverter: quale scegliere e come

Basta fare un giro in rete per accorgersi che alla voce “classifica dei migliori climatizzatori inverter” appaiono numerosi risultati che tengono conto di marche, classe energetica, fasce di prezzo e tante altre caratteristiche. Al di là di tutto però, per capire qual è il miglior climatizzatore inverter per la propria casa, bisogna innanzitutto chiedersi qual è lo spazio in cui dovrebbe essere utilizzato.

 

Per fare un esempio: esistono i climatizzatori inverter monosplit e i climatizzatori inverter dual split. I primi presentano una singola unità refrigerante, collegata a un’unità esterna. I secondi invece hanno due unità di refrigerazione collegate ad una sola unità esterna. Ebbene, i climatizzatori monosplit sono adatti per ambienti ristretti come monolocali o appartamenti con tante zone open space. Il climatizzatore 2 split inverter, al contrario, dà il meglio in ambienti più grandi, soprattutto se esposti su piani diversi.

 

In questo senso il discorso riguardante i btu non è molto diverso. Per “btu” (British Thermal Unit) ci si riferisce ad un’unità di misura utilizzata di solito nei sistemi di riscaldamento. Questa indica, in sostanza, la “potenza” del climatizzatore: più btu ci sono sulla scheda tecnica di un prodotto, più grande è la superficie che questo è in grado di raffreddare o riscaldare. Ergo, per un appartamento di 50 metri quadri, potrebbe andare bene anche un climatizzatore inverter di 9000 btu. Dai 60-65 metri quadri in poi, meglio optare per un climatizzatore inverter di 12000 btu. Per metrature ancora più importanti, la scelta dovrebbe ricadere su un climatizzatore inverter di 18000 btu e così via.

Climatizzatore inverter: costi medi

Scelto il modello più adatto alle proprie esigenze, non resta che affidarsi alle mani di un tecnico esperto che possa occuparsi dell’installazione. Di seguito una breve panoramica sui costi che, come ribadito più volte, sono mediamente più alti rispetto a quelli di un modello tradizionale.

 

Modello di climatizzatore Costi
Climatizzatore inverter 12.000 BTU Da 980 a 1.300 €
Climatizzatore inverter 18.000 BTU Da 1.100 a 1.500 €

 

In tabella sono riportate delle stime molto larghe siccome queste tengono conto di: manodopera del professionista, marca e modello scelto del prodotto, eventuali lavori extra in fase d’installazione e differenza di prezzo tra una città e l’altra. Il consiglio, per avere un’idea più precisa dei costi, è di cercare dei professionisti esperti in materia direttamente su PG Casa, al fine di confrontare due o più preventivi.

Domande frequenti:

  • Quanto consuma un climatizzatore inverter 12.000 btu?

    Dipende dalla classe dello stesso. Per fare un esempio: i moderni condizionatori inverter di Classe AAA+ possono avere un indice di SEER pari a 8,5 ed un consumo annuo di soli 160 kWh. In pratica quasi il 40% in meno rispetto ad un modello di Classe B SEER 5 (260 kWh) e circa un terzo dei consumi di un vecchio Classe F SEER 3 (430 kWh).

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  • Come usare il climatizzatore inverter?

    Il climatizzatore inverter va tenuto sempre acceso siccome è in grado di regolarsi in automatico una volta raggiunta la temperatura esterna richiesta, senza sprecare ulteriore energia.


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