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Rinegoziazione mutuo: dalle condizioni alle modalità: cosa sapere

Pagare una rata superiore a quella che potrebbe essere pagata con un cambio mutuo non ha senso. Ecco il motivo per il quale moltissimi utenti decidono di rinegoziare il mutuo, godendo di tassi più agevolati o di lassi di pagamento più ristretti. A questo punto però, verrà facile domandarsi quante volte si può fare la rinegoziazione del mutuo? E soprattutto, dopo quanto si può rinegoziare il mutuo? A questi, e molti altri quesiti, verrà trovata risposta nei righi successivi.

Rinegoziazione mutuo: significato, condizioni e costi

La rinegoziazione mutuo con la stessa banca che ci ha erogato il finanziamento è un’operazione molto frequente, gettonata da coloro che amano l’economia domestica e decidono di concordare nuove condizioni, ottenendo un risparmio che, in alcuni casi, può ammontare a 2 o 3 mila euro l’anno. Nel dettaglio, la rinegoziazione mutui è una pratica che consente di modificare le condizioni del mutuo preesistente, senza perdere le agevolazioni fiscali e senza costi aggiuntivi.

 

Quanto costa rinegoziare il mutuo? La risposta è: zero euro. Rinegoziare mutui ha solo vantaggi, che colpiscono il tasso d’interesse, lo spread o la durata del finanziamento. Operazione ben diversa dalla surroga, la quale consiste, invece, nel trasferire il proprio mutuo dalla banca originaria ad un’altra, che propone condizioni economiche più vantaggiose.

Differenze tra surroga e rinegoziazione mutuo

Una volta spiegato come avviene una rinegoziazione mutuo, affrontando il tema della surroga sarà facile comprendere le differenze. La surroga (o surrogazione, o ancora portabilità del mutuo) è quell’atto che permette al cliente di una banca di trasferire il proprio mutuo ad un altro istituto di credito. Il fine, ovviamente, è quello di ottenere condizioni economiche e contrattuali migliori. 

 

La surroga è regolamentata dalla legge Bersani 2007 e dalla legge Finanziaria del 2008, e permette di variare il tasso da variabile a fisso o viceversa, lo spread e/o la durata del mutuo. Il risparmio può riguardare anche le spese di gestione, di incasso rata, istruttoria, perizia sull’immobile, etc. Il nuovo mutuo aperto, non può essere superiore al debito residuo del vecchio. L’ipoteca, inoltre, non viene concessa nuova, bensì rimane quella originaria, che viene semplicemente aggiornata in base a quanto stabilito dalla nuova banca.

 

La surroga ha inizio con una richiesta esplicita di trasferimento mutuo. Sul web è possibile reperire dei fac simile già predisposti. Per legge, la banca deve concedere il nulla osta entro 30 giorni, senza possibilità di rifiuto. L’unica che può rifiutare è la banca che subentra. Pertanto l’utente, prima di procedere con la richiesta, dovrà confrontare attentamente le alternative offerte dalle banche concorrenti. In linea generale, quando si intraprende la procedura di surroga (o di rinegoziazione) si consiglia l’assistenza di un professionista in grado di valutare le proposte presenti sul mercato.

 

Dal punto di vista delle limitazioni, la surroga può essere richiesta in maniera illimitata. Anche se nella pratica, le banche tendono ad effettuare questa operazione una sola volta, perché per ogni cliente che esce dal proprio istituto ci sono delle spese. Per quanto riguarda i costi della surroga, le spese da sostenere sono:

 

Tipologia di servizio Costo
Atto di surroga Gratis
Tassa di iscrizione Registri Immobiliari 35 €

 

Rinegoziazione mutuo: documenti e requisiti necessari

Detto delle differenze con la surroga, quali documenti servono per rinegoziare il mutuo? E quali requisiti bisogna avere? Per richiedere una rinegoziazione e far sì che vada in porto, occorre solo essere un cliente di qualità della banca. Questo perché nessun istituto vorrebbe perdere un buon cliente. Dal punto di vista dei documenti, invece, occorre essere muniti della proposta (più vantaggiosa) offerta da un’altra banca (concorrenza), allegandola ad una richiesta formale, in cui si richiede la modifica dei termini contrattuali del mutuo. Con la scrittura privata di rinegoziazione, terminerà l’intera procedura.

 

Un’altra domanda molto frequente in tema è questa: per rinegoziare il mutuo serve il notaio? La risposta è no: siccome la rinegoziazione si basa su una scrittura privata, la presenza del notaio non è necessaria. Tuttavia la presenza di quest’ultimo potrebbe essere richiesta direttamente dalla banca. In tal caso, per trovarne uno, si può fare riferimento al servizio di PG Casa.

Domande frequenti:

  • Come rinegoziare il mutuo?

    Per farlo è necessario modificare le condizioni contrattuali del finanziamento, optando per una riformulazione dello spread, riducendo o eliminando le spese amministrative, di incasso della rata del mutuo o i costi di gestione. Altra modifica può riguardare il tasso di interesse e la durata del mutuo.

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  • Quanto costa rinegoziare il mutuo?

    Come già anticipato, non esistono costi specifici per quanto riguarda la rinegoziazione mutuo. Nel caso in cui, sul nuovo contratto, compaiano clausole che prevedano dei costi per la rinegoziazione mutuo, tali voci sono da ritenersi nulle. Se il cliente vuole modificare i termini contrattuali, portandoli a suo favore, è libero di farlo a costo zero.

  • Quante volte si può fare la rinegoziazione del mutuo?

    Secondo la legge 40/2007 la rinegoziazione del mutuo può essere richiesta un numero illimitato di volte per tutta la durata del mutuo.

  • Dopo quanto si può negoziare il mutuo?

    La legge non prevede limiti temporali precisi. Le banche però potrebbero definire, da contratto, un periodo di rimborso minimo prima di poter avviare la rinegoziazione.


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