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Diritto di famiglia: adozione, affido e affidamento

Il nostro ordinamento tutela il diritto del minore ad avere una famiglia, anche nei casi in cui la famiglia di origine non può assicurargli una crescita armoniosa e garantire un ambiente sano.

 

Per questo motivo nel diritto di famiglia sono stati introdotti gli istituti giuridici dell’adozione di minore e dell’affidamento (o anche semplicemente affido familiare). Con l’adozione, lo stato giuridico del minore cambia, diventa stabilmente figlio della coppia che lo adotta e assume il cognome della nuova famiglia.

 

Con l’affidamento, un bambino che si trova in difficoltà viene accolto da una famiglia diversa da quella di origine, una famiglia che abbia i requisiti per prendersene cura. L’affidamento dura per il periodo in cui persiste la causa di impedimento alla famiglia di origine di assolvere il ruolo di genitori.

Adozione, tutti i requisiti

Con l’adozione il rapporto che legava bambino e famiglia di origine viene interrotto definitivamente: il minore diventa ufficialmente e a tutti gli effetti figlio di chi lo adotta. I requisiti tradizionali per gli aspiranti genitori, tecnicamente adottanti, sono stati estesi da una recente sentenza della Corte di Cassazione.

 

Dal 2019, cioè, si autorizza per la prima volta il via libera all’adozione anche ai single, alle coppie non sposate e alle persone in età avanzata. Nonostante ciò le coppie con i requisiti tradizionali possono godere di un canale preferenziale e di norma sono favorite.

 

La legge prevede che i coniugi adottanti siano uniti in matrimonio da almeno 3 anni, o abbiano convissuto in modo stabile e continuato per almeno 3 anni. In più, la differenza minima tra adottante e adottato è di 18 anni, quella massima è di 45 anni per uno dei coniugi, di 55 per l’altro.

Affidamento familiare, in cosa consiste

L’affidamento familiare è un istituto giuridico che ha la funzione di accogliere un bambino o un adolescente, italiano o straniero, in una coppia sposata o convivente oppure da parte di un single, se la famiglia di origine sta affrontando una situazione di difficoltà.

 

Rispetto all’adozione, l’affidamento non ha valore definitivo, ma solo temporaneo. Le caratteristiche dell’affido sono, appunto, la durata limitata nel tempo, il mantenimento dei rapporti con la famiglia di origine e la previsione del rientro del minore nella propria famiglia di origine.

Separazioni e divorzi: l’affido dei figli

Facciamo un po’ di chiarezza sui termini affido e affidamento che, seppur valgono spesso come sinonimi, presentano qualche differenza. L’affido dei figli riguarda separazioni e divorzi.

 

Nei casi di separazione personale, divorzio, originaria assenza di matrimonio o comunque di non coabitazione dei coniugi, un giudice regola secondo il diritto di famiglia l’esercizio della responsabilità genitoriale. Sono previste le seguenti tipologie: affido condiviso, affido congiunto, affido esclusivo.

Adozione nazionale e adozione internazionale

In caso di adozione nazionale, è un tribunale per i minorenni italiano che dichiara adottabile il minore.  Nell’adozione internazionale, invece, la dichiarazione di adottabilità viene emessa dall’autorità di un Paese estero.

 

I requisiti e i presupposti iniziali per adottare sono gli stessi in entrambi i casi. A cambiare sono invece la procedura, i costi e la fase successiva all’adozione.

 

Risulta chiaro che i costi nel caso di un’adozione di un minore straniero dipendano dalla situazione interna di ogni singolo Paese di origine. In Italia strutture dedicate forniscono servizi di assistenza dalle fasi iniziali del pre-mandato fino a dopo la sentenza di adozione.

 

Adozioni internazionali Prezzi medi
Benin 6.500 euro
Brasile 8.500 euro
Burkina Faso 6.300 euro
Colombia 6.00 euro
Haiti 15.800 euro
India 3.800 euro
Perù 7.250 euro

 

Per l’adozione nazionale gli unici costi da sostenere sono quelli relativi alla documentazione da produrre. Per adottare un minore straniero, invece, la cifra da pagare (relativa alla documentazione, ai viaggi e alla permanenza all’estero) si aggira intorno ai 40 – 50 mila euro, a seconda del paese di origine del bambino.

A quali professionisti rivolgersi

La necessaria tutela dei minori richiede che, per accedere all’adozione o all’affido, si debbano seguire procedure e regole ben definite. Inoltre i richiedenti devono essere ritenuti idonei a svolgere il compito di genitori, quindi sono sottoposti al vaglio di giudici, servizi sociali, enti autorizzati (per esempio per le adozioni internazionali).

 

Per questo il consiglio è quello di rivolgersi a studio legale specializzato in diritto di famiglia, per chiedere una consulenza a professionisti del settore.

 

Gli aspiranti genitori devono essere accompagnati attraverso un lungo iter che prevede l’istruzione della procedura da parte del Tribunale dei Minorenni cui è stata inoltrata la richiesta. Il giudice invierà il dossier ai Servizi Sociali che provvederanno alle verifiche sull’idoneità dei richiedenti.

 

In caso di esito positivo ci sarà un periodo di affidamento preadottivo prima dell’eventuale sentenza di adozione.

 

Nel caso di affidamento decisivo è il ruolo dei Sevizi Sociali: se l’affido ha il consenso della famiglia naturale, il progetto dei Servizi sociali è ratificato dal Tribunale. Qualora invece non ci fosse il consenso della famiglia naturale, l’affidamento è deciso e regolato dall’Autorità Giudiziaria.

 

 

 

 

 

 

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