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Gas refrigerante: che cos’è e come si utilizza

Quando si parla di sistemi di condizionamento, non si può non parlare anche di gas refrigerante, una sostanza che immessa all’interno dell’apparecchio consente di svolgere quello che in linguaggio tecnico viene chiamato ciclo frigorifero.

All’inizio, questi gas erano tutti di origine naturale (acqua, anidride carbonica, ammoniaca) ma, grazie all’avanzare del progresso tecnologico, al giorno d’oggi sono stati sviluppati prodotti nuovi decisamente più performanti e sicuri, in grado di garantire una migliore efficienza rispetto a quelli tradizionali.

Si tratta di elementi chimici utilizzati, per esempio, all’interno dei frigoriferi, dei congelatori, dei condizionatori e delle unità destinate al riscaldamento/ventilazione/condizionamento dell’aria.

 

Il gas refrigerante si caratterizza per avere un punto di evaporazione molto basso, consentendo così di arrivare alla condensa sotto pressione, raffreddando l’aria circostante. Ciò significa che, all’interno di questo processo, viene estratto il calore dall’aria, ottenendo una drastica riduzione della temperatura all’interno della stanza.

Normativa gas refrigeranti

L’attuale normativa sui gas refrigeranti, detta anche Normativa Europea F-Gas, si basa sul Regolamento UE 517/2014, che ha lo scopo di ridurre drasticamente le emissioni dannose, causa principale dell’effetto serra. Il termine temporale per arrivare a questo obiettivo è stato fissato per la fine dell’anno 2030, proprio per limitare effetti che potrebbero essere ormai irreversibili per l’intero pianeta.

 

Questo insieme di norme prevede una riduzione graduale delle quantità totali di gas immesse sul mercato europeo, con divieto assoluto, a partire dal 2020 scorso, di impiegare gas refrigeranti con GWP>2500 all’interno di tutti i sistemi di nuova generazione.

Tale divieto è stato esteso anche per la manutenzione di impianti con carica refrigerante > 40 Ton di CO² equivalente.

 

In parole povere, le nuove leggi applicano restrizioni molto rigide per la quasi totalità dei modelli in commercio, coinvolgendo anche quelli già esistenti, per i quali sarà vietato l’utilizzo di gas fluorurati ad alto contenuto di GWP anche per la sola attività di manutenzione.
Le sanzioni per chi non rispetta la normativa sono molto pesanti e possono arrivare fino a 100.000 € di ammenda.

Quale gas refrigerante scegliere?

Tra i gas refrigeranti più utilizzati troviamo sicuramente il gas refrigerante r32, chiamato anche Freon 32 o difluorometano. Si tratta, infatti, del più comune gas refrigerante per condizionatori e, in generale, anche per tutti gli impianti refrigeranti di epoca moderna, per merito di particolari proprietà chimiche che lo rendono adatto sia per un utilizzo domestico sia su larga scala, oltre al fatto che è totalmente privo di sostanze potenzialmente tossiche.

 

Per l’aria condizionata si può anche usare il gas refrigerante R407C, in sostituzione del vecchio R22, che rientra tra i gas refrigeranti proibiti a causa del suo elevato potere ozono-lesivo. Questo tipo di sostanza permette di raggiungere una temperatura che si attesta tra i -40°C e i 10° C.
Per gli autoveicoli e per i trasporti refrigerati, invece, è necessario utilizzare il gas refrigerante r134a, il quale permette di garantire un range di temperatura tra i -20° C e i 10° C.

Il refrigerante che, in assoluto, può essere considerato il migliore dal punto di vista ecologico è quello identificato con la sigla R410A, ideale sia per impianti civili che a uso domestico.

Gli impieghi del gas refrigerante

I principali impieghi del gas refrigerante sono quelli che prevedono il ciclo del freddo, sia residenziale che industriale, per cui condizionatori, frigoriferi, congelatori e mezzi di trasporto, oltre a pompe di calore e refrigeratori per l’acqua.

Questo tipo di sostanze, però, proprio per le loro caratteristiche, possono essere utilizzate anche per altri usi, come ad esempio per la realizzazione di prodotti antincendio, per creare schiume destinate al settore edile oppure come gas propellenti per spray medicinali.

 

Tornando alla refrigerazione, quella con destinazione commerciale è uno dei settori di maggiore utilizzo, anche se negli ultimi anni sta registrando notevoli perdite a causa delle elevate quantità di gas refrigerante necessario.

 

Per quanto riguarda il settore industriale, i gas di questo tipo sono largamente presenti in tutti i circuiti destinati al trattamento degli alimenti, all’estrazione e alla raffinazione di tipo chimico, alla produzione di ghiaccio, alla criogenia o al trasporto che si avvale di mezzi refrigerati, sia su strada sia via mare o aria.

Quali sono i gas refrigeranti proibiti?

I gas refrigeranti proibiti, detti anche CFC, sono quelli che, a partire dagli anni Novanta, sono stati identificati come lesivi per lo strato di ozono che circonda la Terra. Tra questi ci sono tutti quelli appartenenti alle seguenti sigle: R12-R13-R500-R502-R503.

 

Si tratta di sostanze altamente dannose a causa della loro combinazione tra fluoro e cloro, creando una composizione altamente stabile che, di conseguenza, può rimanere invariata per un lungo e indefinito periodo di tempo, specialmente se immesse nella nostra atmosfera. Il gas refrigerante agisce intaccando la zona più alta della stratosfera, liberando il cloro che, reagendo con l’azoto presente nell’aria, crea il cosiddetto buco, diminuendo la sua capacità di assorbire i raggi solari, le cui radiazioni risultano quindi maggiormente pericolose per l’essere umano e, in generale, per l’intero ecosistema terrestre.

 

Per sostituire questa categoria di gas, sono nati gli HCFC (R22-R408A-R409A) i quali però sono già stati superati (utilizzabili fino al 2014). I gas refrigeranti che li hanno sostituiti sono meno stabili dei precedenti, grazie alla presenza di atomi di idrogeno al loro interno ,ed è meno probabile che riescano a raggiungere gli strati più alti dell’atmosfera.

Costo gas refrigerante

I prezzi di vendita all’ingrosso del gas refrigerante dipendono essenzialmente dal tipo di sostanza che si desidera comprare. Per poter acquistare i fluidi destinati alla refrigerazione, è necessario essere in possesso della certificazione F-gas dell’azienda oppure del patentino di frigorista, così come previsto dalla normativa europea attualmente in vigore.
Il costo del gas refrigerante R32 è pari a 14,40 €/kg ed è il più economico sul mercato, mentre per tutte le altre tipologie la fascia di prezzo sale, fino a superare anche i 40 €/kg.

Vediamo ora il dettaglio dei prezzi:

 

Tipologia Costi 
Gas refrigerante R32 14,40 €/kg
Gas refrigerante R134a 21,15 €/kg
Gas refrigerante R404a 41 €/kg
Gas refrigerante R407C 16,77 €/kg
Gas refrigerante R410A 16,77 €/kg
Gas refrigerante R422D 45,30 €/kg

 

Domande frequenti:

  • Come recuperare gas refrigerante?

    Per effettuare questo tipo di operazione è fondamentale munirsi di un recuperatore gas refrigerante, al fine di poter procedere con il corretto smaltimento o riuso della sostanza, se non bruciata. In commercio esistono diversi sistemi di recupero già predisposti per poter essere utilizzati con facilità.

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  • Come costruire un recuperatore di gas refrigerante?

    Per prima cosa dovrai munirti di una frusta con rubinetto da collegare all'attacco posto sul lato del circuito della macchina, di un filtro per il refrigerante e di un vetro spia, oltre a un'unità per il recupero del gas, a due bombole poste in vuoto e una bilancia di precisione. Collega una delle due bombole e ponila in vuoto grazie a un collettore a manometri per gas refrigerante, lasciando aperti i rubinetti sia del recuperatore sia delle fruste del vuoto. Ottieni il vuoto, chiudendo il rubinetto della frusta collegata alla pompa. Scollega dalla frusta e sostituisci con una delle bombole da mettere poi sulla bilancia. Apri entrambi i rubinetti e attiva l'unità di recupero in modo che aspiri il refrigerante, per poi inviarlo alla bombola sulla bilancia. 


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