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Videosorveglianza di una casa privata: cosa dice la normativa

Hai intenzione di riprendere degli spazi davanti alla tua abitazione così da tenere alla larga i ladri? Segui le seguenti linee guida per evitare sanzioni

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Se desideri installare una telecamera, è necessario seguire alcune precauzioni affinché tu possa evitare di incorrere in sanzioni piuttosto pesanti. In questo articolo andremo a chiarire alcuni aspetti relativi alla recente normativa sulla videosorveglianza privata ed a rispondere a domande che molte persone si fanno a riguardo, tra cui le seguenti: è possibile installare una videocamera davanti alla propria porta di ingresso? E al proprio garage o posto auto? In che maniera deve essere posizionata per non invadere la privacy altrui? Cosa si dice a proposito del videocifotono e dello spioncino digitale? Scoprilo qui di seguito.

Se vuoi installare una telecamera sul tuo pianerottolo e saperne di più sulla normativa sulla videosorveglianza privata, ti consigliamo di rivolgerti a un esperto nel settore. Richiedi adesso un preventivo gratuito!

Normativa sulla videosorveglianza privata

Secondo un recente parere dell’Autorità Garante della Privacy, non sono necessarie particolari autorizzazioni se la propria intenzione è quella di installare una o più telecamere sul proprio pianerottolo. Tuttavia, è necessario seguire determinate linee guida, in quanto l’attività di videosorveglianza è sempre ritenuta molto lesiva della privacy altrui. Infatti, il presupposto di tale normativa è che i cittadini (vicini di casa e persone di passaggio), devono sentirsi liberi di circolare senza subire eccessive ingerenze. Quindi, seppur il privato non debba rispettare tutte le varie formalità previste dal codice della privacy, esistono alcune particolari limitazioni.

Limiti della videosorveglianza privata

Secondo la legge sulla videosorveglianza, se vuoi installare una telecamera davanti alla porta dell’abitazione, così come davanti al garage ed al posto auto, devi fare molta attenzione a far sì che la sfera privata degli altri condomini venga preservata. C’è chi, infatti, con la scusa di voler dotarsi di un impianto di sicurezza, potrebbe benissimo “intromettersi nella vita altrui” senza il consenso.

Per una posizione ottimale delle telecamere, devi tenere in considerazione che le riprese non devono ritrarre immagini relative ad aree comuni condominiali ed antistanti l’abitazione dei tuoi vicini. Quindi l’angolo visuale deve essere limitato al proprio spazio di pertinenza. Se rispetti tale condizione, non è necessario apporre nessun cartello che avvisi della presenta di telecamere.

Nel caso sia praticamente impossibile non far cadere nell’occhio della telecamera altre persone, è necessario limitare il raggio di ripresa alle sole scarpe, evitando che vengano riconosciuti i volti. Allo stesso modo devono essere evitati di essere ripresi quei luoghi non particolarmente rilevanti per i propri fini di sicurezza: ad esempio, vie, negozi, istituzioni ed edifici.

Medesimo discorso vale per il videocitofono condominiale, che è ritenuto a tutti gli effetti un sistema di videosorveglianza. Le immagini non devono essere, ad esempio, utilizzate, per la diffusione tramite Internet e le finalità devono essere esclusivamente personali: anche in questo caso non è necessario apporre un determinato cartello.

Per quanto riguarda, infine, lo spioncino digitale (una novità tecnologica che si sta diffondendo negli ultimi anni), non è necessario alcun consenso da parte dell’assemblea condominiale. Esso è, infatti, equiparato, a tutti gli effetti ad un tradizionale occhiello presente sulle porte di casa.

Videosorveglianza privata: le sanzioni

La normativa sulla videosorveglianza di una casa privata mette in chiaro che, se non si seguono le linee guida, relative ad esempio all’angolatura delle riprese, si può incorrere in sanzioni piuttosto pesanti. Oltre alla rimozione degli obiettivi indiscreti, può scattare il reato di “interferente illecite nella vita privata”: la sanzione è quella della reclusione da sei mesi a quattro anni. Il tribunale può, inoltre, obbligare il colpevole a pagare un risarcimento morale nei confronti di colui che è stato spiato.

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