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Impianti antifurto, fare manutenzione per una casa sicura

Effettuare la manutenzione degli impianti d'allarme in modo corretto per proteggere la nostra casa dalle intrusioni indesiderate

La manutenzione degli impianti d'allarme è un intervento di routine da programmare a scadenze regolari. Se non si verificano inconvenienti è bene fare una verifica generale del sistema almeno una volta l'anno, un’operazione semplice che può essere effettuata anche da soli.

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Una volta ogni due o tre anni è necessario far controllare tutto l'impianto da un tecnico specializzato, per verificare che la centralina e le periferiche siano ancora perfettamente funzionanti.

Ovviamente queste tempistiche esulano dagli interventi straordinari, che si rendono necessari ogni qualvolta si riscontrino problemi specifici, oppure nel caso sfortunato di un tentativo di sabotaggio dall'esterno.

Un comune impianto antifurto o di videosorveglianza è solitamente composto da alcuni elementi, tra cui la centralina, i sensori di movimento, le telecamere, le batterie antifurto, il videoregistratore, il combinatore telefonico e le sirene. Tutte queste parti possono incorrere in diversi malfunzionamenti che si ripercuotono sull'intero sistema, che a volte a un occhio meno esperto non sono immediatamente visibili, perciò risulta difficile capire la natura del problema e la sua origine.

Nonostante la tecnologia permetta di utilizzare oggi delle interfacce user-friendly, rimane essenziale la manutenzione degli impianti antintrusione e di videosorveglianza da parte di personale qualificato. Quando si parla di sicurezza il fai da te è un risparmio che non conviene mai.

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Interventi di manutenzione di routine

Partiamo dal considerare l'intervento più banale di routine, ovvero la sostituzione delle batterie delle sirene e dei gruppi di continuità, qualora fossero presenti.

Per rendere il nostro impianto funzionante, a prova di blackout e manomissioni della rete elettrica, è necessario affiancare all'alimentazione via cavo anche quella ausiliaria delle batterie.

Come tutte le pile, hanno una durata limitata nel tempo e vanno sostituite a intervalli regolari, che possono variare a seconda di vari fattori come le condizioni ambientali, l'uso o l’inutilizzo prolungato e ovviamente la qualità del prodotto. Ogni volta che stiamo per partire, ad esempio per una villeggiatura anche breve, potrebbe essere il momento giusto per effettuare un test delle batterie, un controllo eseguibile anche da soli, infatti basta inserire l'allarme e staccare il contatore generale.

Se tutti gli allarmi funzionano e le sirene iniziano a suonare, vuol dire che il sistema ha riconosciuto il pericolo di manomissione, ed è entrato in modalità protezione. Qualora notassimo che qualcosa non funziona come dovrebbe, è invece consigliabile rivolgersi al proprio installatore di fiducia per richiedere assistenza e manutenzione.

Controlli e manutenzione del combinatore telefonico

Un altro fattore che può essere sottovalutato, ma riveste una grande importanza nella funzionalità di un impianto, è la scheda SIM del combinatore telefonico dell'allarme.

Le normali schede dei telefoni cellulari vengono inserite in questi apparecchi, che hanno la funzione di chiamare automaticamente una serie di numeri preimpostati, per dare l'allarme in caso di problemi e anomalie. Normalmente non ce ne accorgiamo, ma ogni SIM Card scade e smette di funzionare se non viene ricaricata per oltre un anno.

Trattandosi di combinatori telefonici, che difficilmente esauriscono il credito nel corso entro 12 mesi, si tende a non ricaricare le schede che terminano quindi il loro servizio improvvisamente. Tuttavia, anche in questo caso, basta simulare un incidente per verificare se il combinatore è ancora in funzione.

Un suggerimento utile, per evitare definitivamente questo rischio, potrebbe essere quello di appuntare vicino alla centralina la data di scadenza della scheda.

La manutenzione richiesta in questi casi è semplicissima, bisogna recarsi presso un qualsiasi rivenditore di telefonia mobile, sottoscrivere un contratto con un operatore e scegliere una scheda per le chiamate vocali senza la connessione internet. Infine va sostituita la scheda all'interno del combinatore, un gioco da ragazzi anche per i meno esperti, e a quel punto ripetere il test di chiamata per essere sicuri che tutto sia in funzione.

Manutenzione degli impianti d'allarme dopo le manomissioni

La manutenzione degli impianti d'allarme è un’operazione necessaria dopo ogni tentativo di manomissione, per evitare ulteriori inconvenienti e rimettere la casa in sicurezza.

Ci sono diverse operazioni di sabotaggio che i ladri possono tentare per mettere fuori uso il nostro antifurto, su vari livelli tecnologici e gradi di pericolosità. Ad esempio, quando i sensori anti intrusione non funzionano correttamente, è possibile che il circuito che li collega alla centralina sia stato reciso.

Solitamente i sistemi di sicurezza moderni reagiscono all'interruzione del collegamento, ma i ladri più attrezzati possono ingannare la centralina con delle resistenze elettriche, che imitano quella normalmente esercitata dal sensore prevenendo l'allarme. C

iò può rendere complicato individuare il problema, ma a un tecnico esperto basterà verificare i collegamenti in modo inequivocabile, se necessario eseguendo un cablaggio sostitutivo.

Un altra tecnica purtroppo molto diffusa fra i ladri è il cosiddetto jammer, che consiste nel disturbo delle frequenze radio, un intervento che può rendere impossibile comunicare con la centralina inibendo anche il funzionamento dei telecomandi. S

i tratta di operazioni che preparano l'intromissione, perciò è importante riconoscerne per tempo le tracce perché indicano quasi sempre che si sta per subire un furto. Alla minima avvisaglia è fondamentale rivolgersi immediatamente a un tecnico specializzato, per effettuare una manutenzione completa dell'impianto di videosorveglianza e di antintrusione.

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