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Gli interventi e le scadenze per la pulizia e manutenzione della caldaia

Le caldaie riscaldamento richiedono una manutenzione periodica programmata per assicurare sempre un buon funzionamento e la massima sicurezza. Le scadenze variano in base alla tipologia di apparecchio.

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A disciplinare le modalità di revisione periodica delle caldaie riscaldamento è il DPR 74/2013. Le scadenze previste per l'ordinaria manutenzione caldaia variano in funzione alla tipologia di apparecchio e vengono generalmente fornite direttamente dalla ditta che ha installato l'impianto. Per quanto riguarda invece la periodicità prevista per la verifica dell'efficienza energetica, che comprende il controllo fumi ed il rendimento della combustione, occorre fare riferimento all'allegato A della sopraindicata legge 74/2013, che stabilisce scadenze variabili tra uno e quattro anni. Un elemento comune a tutte le tipologie è invece il fatto che, ad eseguire tutte le operazioni di revisione e verifica, debbano essere solo ed esclusivamente tecnici e ditte specializzate e certificate. A seguito di ogni controllo eseguito il tecnico rilascerà una dichiarazione che dovrà essere allegata al libretto di impianto della caldaia riscaldamento. A partire dal 15 ottobre 2014 è divenuto obbligatorio un nuovo libretto, che il manutentore avrà compilato o dovrà compilare in occasione del primo controllo. Per gli impianti che già risultavano installati in tale data comunque, occorrerà conservare anche il vecchio, che contiene tutto lo storico della caldaia.
Il libretto caldaia è un modello che racchiude tutte le informazioni necessarie per l'individuazione dell'apparecchio, la periodicità in cui devono essere eseguiti gli interventi di manutenzione ordinaria e gli esiti di ogni singolo controllo. Vi sono inoltre ulteriori schede al suo interno, riservate esclusivamente alla segnalazione di alcune anomalie o comunque condizioni che devono necessariamente essere rese note, riscontrate durante le verifiche. Tutta la certificazione dovrà poi essere conservata dal proprietario dell'immobile in cui è collocata la caldaia, oppure da un terzo responsabile (come ad esempio l'inquilino). Il libretto dovrà essere esibito ad ogni successivo controllo periodico, oltre che messo a disposizione in caso di richiesta da parte degli organi competenti. Le disposizioni legislative prevedono infatti la possibilità di effettuare controlli a campione. Tali controlli potranno essere effettuati previo invio di un avviso di ispezione. Nel caso in cui il proprietario o l'inquilino non siano in grado di mostrare il libretto, oppure questo risulti non correttamente compilato, è previsto un sistema sanzionatorio che potrà ricadere sia sul proprietario dell'impianto che sul manutentore.

Le scadenze da rispettare per non incorrere in sanzioni sono generalmente comprese tra uno e due anni, a seconda della potenza nominale termica dell'impianto. Se nel caso di caldaie con potenza nominale inferiore a 35 Kw la manutenzione può essere eseguita con cadenza pluriennale (decisa anche in base all'età dell'apparecchio), negli impianti con potenza nominale termica superiore a 35 Kw i controlli devono essere fatti ogni anno. Nel caso in cui la caldaia sia alimentata a combustibile gassoso ed installata da meno di otto anni, il centro di assistenza specializzato che si dovrà occupare della sua manutenzione può arrivare a considerare intervalli di quattro anni tra un controllo e l'altro. Il rapporto di controllo tecnico di manutenzione, che il personale del centro assistenza compilerà in occasione di ogni verifica di corretto funzionamento, viene redatto in tre copie: la prime è destinata al proprietario dell'impianto, la seconda viene trattenuta dall'azienda e la terza viene messa a disposizione degli organi competenti a cui è delegato il controllo del rispetto della normativa.
Il controllo fumi e rendimento della combustione invece, segue regole dettate esclusivamente dalla potenza nominale termica della caldaia. Gli apparecchi con potenza inferiore o uguale a 100 Kw, alimentati a combustibile liquido o solido, devono essere sottoposti a verifica annuale. Se invece si tratta di apparecchi di uguale potenza nominale, ma alimentati a GPL o gas metano, il controllo fumi è previsto con cadenza quadriennale. In caso di caldaie con potenza superiore a 100 Kw, le rispettive scadenze vengono dimezzate. In questa ipotesi avremo l'obbligo di effettuare il controllo dei fumi annualmente per tutti quegli apparecchi alimentati a combustibile solido o liquido, mentre il tecnico abilitato dovrà certificare ogni due anni il corretto funzionamento di apparecchi alimentati a GPL o gas metano. Il controllo fumi assume una particolare importanza, in quanto permette di verificare, ed eventualmente correggere, la ottimale evacuazione di quelle sostanze inquinanti che fuoriescono dalla caldaia disperdendosi nell'ambiente circostante. Ogni tipologia di controllo sulle caldaie riscaldamento, sia quello relativo alla revisione che quello per l'analisi fumi, rappresentano una delle regole fondamentali per avere sempre una casa sicura e vengono inseriti all'interno di una manutenzione programmata. Il periodo ottimale nel quale eseguirli è quello che precede l'accensione dei radiatori.
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