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Legna, pellet, cippato 3 combustibili naturali per il riscaldamento

Il riscaldamento domestico con combustibili naturali è una scelta amica dell'ambiente. Sono tantissime le soluzioni sul mercato per riscaldare la casa in modo naturale.

I combustibili naturali sono l'ideale per il riscaldamento domestico. Sono le più antiche forme di combustibile che l'uomo ha utilizzato per il suo benessere, fin da quando la sua dimora erano le grotte. La legna, infatti, è il combustibile naturale per eccellenza da cui derivano altre due tipologie, il pellet e il cippato. Dopo diversi anni durante i quali i combustibili naturali sono stati in parte rimpiazzati da quelli fossili, più economici di più semplice stoccaggio, da un po' di tempo il legno e i suoi derivati sono tornati a essere in cima alle preferenze. Oltre che per un fatto economico, visto che pellet e cippato sono due combustibili piuttosto a buon mercato, è aumentata la sensibilità da parte dei cittadini nei confronti dell'ambiente. Ovviamente, tra i fattori che hanno permesso ai combustibili naturali di tornare in vetta alle preferenze per il riscaldamento domestico c'è anche l'ottimizzazione dei consumi, che deriva da un miglioramento delle tecnologie di combustione che permettono di ottenere il massimo risultato da ciascun elemento.

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La legna, come detto prima, è il re dei combustibili naturali per il riscaldamento domestico. La sua combustione è oggi ancora la prima fonte di produzione di energia termica per il riscaldamento e in alcune parti del mondo è anche l'unica disponibile. Se nell'Ottocento è stato avviato un processo di graduale sostituzione delle biomasse legnose con i combustibili fossili, che a lungo andare si sono però dimostrati non così efficienti come si sarebbe sperato. La riscoperta del legno, quindi, si inserisce nella nostra epoca come una concatenazione di cause economiche ma anche geopolitiche. Da una parte, infatti, si trova la necessità di ridurre le immissioni inquinanti dei combustibili fossili per contrastare il fenomeno del global warming e dall'altra, invece, c'è l'esigenza di ridurre al minimo la dipendenza dell'occidente dai produttori di petrolio. Tutto questo è possibile incrementando l'utilizzo delle energie rinnovabili e, nello specifico, delle biomasse legnose per il riscaldamento domestico, quindi della legna e dei suoi derivati, sempre più frequenti. La legna è stata col tempo abbandonata e soppiantata da altre tipologie di combustibili naturali perché ha un grado di umidità piuttosto elevato e, in più, non è sempre semplice da stoccare. Inoltre, non è un combustibile adatto per il caricamento manuale, il che rappresenta un limite per le esigenze moderne.

Tra i derivati della legna c'è il pellet , un combustibile che deriva dal legno, formato da cilindretti di dimensione regolare che vengono venduti in pratiche confezioni a sacchetto. E' composto esclusivamente da legnami vergini, frutto di scarti di lavorazione di falegnamerie e mobilifici. Nonostante questo combustibile non sia esattamente una novità, essendo diffuso negli Stati Uniti già dagli anni Settanta, nel nostro Paese è arrivato in tempi relativamente recenti, intorno agli anni Novanta del XX secolo, ma ha conosciuto immediatamente un grandissimo successo. I motivi sono da ricercare nell'elevato potere calorifico, nettamente superiore a quello dei tronchi di legna da ardere. Questo è dovuto al fatto che i cilindri di pellet hanno una densità molto più elevata rispetto alla legna in ciocchi ma anche un'umidità molto più bassa, che non supera mai il 10%, quindi la resa calorica è necessariamente più elevata. Tra gli elementi che hanno definitivamente sancito il successo del pellet come combustibile naturale per il riscaldamento domestico anche perché è un sistema che si presta particolarmente bene a essere utilizzato nei sistemi di caricamento automatico. Ciò significa che nelle stufe o, comunque, negli impianti di riscaldamento che utilizzano i pellet non è sempre necessario l'intevento umano per ricaricare il serbatoio in caso di esaurimento del combustibile. Questi sistemi sono generalmente costituiti da un serbatoio, o silo, che gestisce in autonomia l'erogazione del pellet, nella misura necessaria all'impianto mediante una coclea.

Il cippato è un altro tipo di combustibile naturale per il riscaldamento domestico, anch'esso derivante dal legno. Al contrario del pellet, il cippato non è densificato ma è una tipologia di combustibile che è vene scagliata in pezzi di dimensione regolare, sempre compresi tra i 15 e i 50 millimetri. Anche il cippato è uno scarto di lavorazione vergine ma a differenza del pellet non viene triturato ma semplicemente ridotto a scaglie, dette chips, da cui il nome in italiano. Esistono in realtà tre diversi tipi di cippato in base alla biomassa che viene utilizzata per la sua realizzazione. Nello specifico, infatti, il cippato bianco è composto esclusivamente dal legno, quello marrone presenta ancora la corteccia mentre quello verde è realizzato anche con le foglie. Nonostante la sua diffusione sia meno capillare rispetto a quella del pellet, anche il cippato sta conoscendo un momento di grande apprezzamento nell'ambito del riscaldamento domestico. E' un combustibile naturale facilmente trasportabile, con un bassissimo grado di umidità e, quindi, una resa energetica elevata. Tra i vantaggi del cippato c'è anche quello che per la sua realizzazione vengono utilizzate anche le parti che verrebbero altrimenti lasciate macerare, che invece diventano biomassa fruibile per il riscaldamento domestico.

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